Economia

Coronavirus: cosa succede ad affitti e mutui con l’emergenza

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Il Sole 24 Ore riepiloga oggi cosa succede ad affitti, mutui e tasse dei rifiuti e sulla casa con l’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19. Per quanto riguarda gli affitti brevi la serrata imposta dal Governo con il Dpcm dell’11 marzo ha bloccato del tutto il settore degli affitti brevi online, già travolto delle disdette. Molti portali hanno restituito agli inquilini le somme già versate. I locatori si trovano ora con le case inutilizzate. Qualcuno sta tentando una difficile conversione all’affitto lungo. Gli altri aspettano: non subiscono morosità, ma hanno solo costi fissi (dalle spese condominiali alle imposte) senza ricavi. Poi ci sono i negozi affittati, che sono oltre 809mila secondo le statistiche del Fisco. La chiusura di questi giorni, per molte attività già provate dal commercio online, mette in forse il pagamento dei canoni. Numerose anche le richieste di rinegoziazione dei canoni. Il decreto “cura Italia” prevede un credito d’imposta pari al 60% del canone di marzo. La misura è stata criticata perché è limitata ai soli negozi e non si traduce in liquidità immediata per gli esercenti. Il decreto “cura Italia” non prevede sostegni specifici per gli inquilini in difficoltà con l’affitto, né per i proprietari alle prese con la morosità. Un aiuto può arrivare da strumenti esistenti come il Fondo morosità incolpevoli (finora usato al 50%) che scatta in caso di licenziamento, riduzione di orario e cassa integrazione ma richiede la convalida dello sfratto per morosità e il Fondo per il sostegno all’accesso all’abitazione in locazione.

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Per quanto riguarda i mutui, il Dl 18/2020 ha esteso la platea della moratoria sui mutui prima casa. Già concessa con il Dl 9/2020 a chi si è visto ridurre o sospendere l’orario di lavoro per almeno 30 giorni, nei prossimi 9 mesi potrà essere chiesta anche dai lavoratori autonomi, se dichiarano di aver subìto perdite su base trimestrale pari al 33% sul fatturato. Eliminato per i prossimi nove mesi il tetto di 30mila euro di reddito Isee necessario finora. Nella prima settimana di marzo, i dati Crif sui prestiti finalizzati (collegati ai beni durevoli e più reattivi rispetto ai mutui) nelle tre Regioni più colpite hanno fatto girare in negativo tutto il comparto del credito al consumo. Le perizie vengono garantite solo se indifferibili e con protocolli rigidi. Per quanto restino molto vantaggiosi i tassi bassi, va pesato il balzo dello spread e si prevede che molte nuove stipule verranno rinviate. Per i tributi locali, il decreto “cura Italia” non ha previsto alcuna sospensione. Non sono sospese neppure le attività di accertamento e riscossione locale. Diversi Comuni hanno rinviato però le scadenze della Tari sui rifiuti (in alcuni casi solo per le utenze non domestiche). L’appuntamento più delicato sarà quello del 16 giugno, quando oltre 20 milioni di proprietari dovranno versare la “nuova Imu”.

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