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Le regole nel DPCM Coronavirus su mascherine, ristoranti e multe

Proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio, mascherine obbligatorie: quali sono le altre norme anti COVID nel nuovo DPCM?

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Il nuovo DPCM con le misure anti Covid dovrebbe avere una durata di trenta giorni. É quanto avrebbe detto,il ministro della Salute Roberto Speranza nell’incontro con il ministro Francesco Boccia con gli enti locali. Il dpcm, ha sottolineato Speranza, arriverà solo dopo il confronto con le Camere in programma domani e un nuovo passaggio con i rappresentanti di Regioni, Comuni e Province. Per quanto riguarda lo stato di emergenza l’orientamento resta quello di prorogarlo al 31 gennaio, Quali sono gli altri provvedimenti previsti?

Le regole nel DPCM Coronavirus su mascherine, ristoranti e multe

La prima misura certa è che da domani la mascherina sarà obbligatoria all’aperto in tutta Italia. Non è ancora chiaro quale sarà l’entità delle multe per chi non rispetta la regola. Da marzo, e fino ad ora le sanzioni vanno da 400 a tremila euro. Ma potrebbero essere rese meno salate ma applicate con più severità. Spiega il Corriere:

Da domani in tutta Italia si potrà uscire soltanto con naso e bocca coperti. Le restrizioni già previste in alcune Regioni si estendono a tutto il Paese e sono stati gli scienziati ad indicare le situazioni dove si potrà fare eccezione. Naturalmente si tratta di casi dove le persone stanno da sole, altrimenti la mascherina non potrà essere evitata. Se si va in auto, si gira sullo scooter o in bici, si sta in un posto dove non c’è pericolo di incontrare altre persone, si potrà evitare. Ma per il resto, niente deroghe. Proprio come accade nei luoghi chiusi o quando non è possibile mantenere il distanziamento di almeno un metro. Una misura ritenuta indispensabile soprattutto per evitare che iragazzi — che sono nella maggior parte asintomatici — possano contagiarsi all’uscita delle scuole oppure nei luoghi di aggregazione dove le precauzioni sono inevitabilmente minori. Il testo ricalcherà quello dell’ordinanza firmata il 16 agosto scorso dal ministro della Salute Roberto Speranza che obbligava «di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari)».

Per ora bar e ristoranti non subiranno alcuna restrizione: potranno rimanere aperti a meno che i governatori delle regioni non impongano misure sulla chiusura anticipata obbligatoria come ha fatto la Campania di Vincenzo de Luca. Non è detto che la situazione, spiega il Messaggero, non possa cambiare:

Però è molto probabile una nuova stretta nei prossimi giorni, visto che venerdì il ministero della Salute e l’Istituto superiore della Sanità hanno denunciato il «rischio concreto di un rapido peggioramento». Tanto probabile che nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef) esaminata ieri notte dal Consiglio deiministri è scritto nero su bianco: «Nello scenario di rischio la ripresa dei contagi osservata a partire da agosto si aggraverebbe sensibilmente nei mesi finali del 2020, portando anche al raggiungimento di livelli di guardia in termini di ricoveri ospedalieri. Ciò indurrebbe il governo a reintrodurre chiusure selettive di alcuni settori emisure di distanziamento sociale». Frase, quest’ultima, che fa prefigurare anche la possibilità di uno stop, «in caso di peggioramento serio della situazione» come dice un ministro, «di alcuni settori produttivi».E la limitazione delle attività di bar e ristoranti, più l’introduzione di tetti al numero di partecipanti a matrimoni,battesimi e feste di compleanno

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Rimane il limite di 200 persone per le feste private così come la chiusura delle discoteche: «sospendere all’aperto o al chiuso, le attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico» e il divieto di assembramenti con un’attenzione particolare alle «aggregazioni anche occasionali nelle ore serali e nei fine settimana». A controllare che le norme vengano rispettate sarà soprattutto la polizia locale ma  la circolare firmata due giorni fa dal prefetto Bruno Frattasi, capo di gabinetto della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, prevede che anche i soldati ora schierati nell’operazione «Strade sicure» siano coinvolti.

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