Economia

La Coca Cola alla cannabis

coca cola cannabis

Le vendite di bevande zuccherate e gasate in America, soprattutto Coca e Pepsi, sono in calo da 12 anni. Cresce il mercato delle bevande salutiste e per sportivi. Per questo la Coca Cola cerca nuove strade e tra le ipotesi allo studio c’è quella di creare una bibita con il sapore di cannabis, usando un componente (non proattivo) della marijuana. Aurora, società canadese che sarebbe partner di Coca Cola nell’operazione, ha visto crescere del 23 per cento le sue azioni solo con l’annuncio. Ma per ora, spiega il Corriere della Sera, non c’è nulla di deciso:

Perché, allora, il portavoce della Coca Cola, Kent Landers, ha confermato ufficialmente che il gruppo sta studiando la possibilità di introdurre sul
mercato bibite alla cannabis facendo impennare addirittura del 23% il valore delle azioni della Aurora, la società canadese che sarebbe partner di Coke nell’operazione?

La risposta va cercata nei grafici che indicano un calo continuo delle vendite di bevande zuccherate e gasate in America, soprattutto Coca e Pepsi, negli ultimi 12 anni. Male anche in Borsa: l’indice Dow Jones di quella di New York negli ultimi cinque anni è cresciuto del 67%, mentre il progresso della Coca Cola Company si è fermato a un modestissimo 16% (è andata poco meglio a Pepsi col 37%).

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Nulla di strano, nel tentativo di battere questa nuova strada anche perché il mercato in maggior crescita è quello delle bevande «salutiste» e per sportivi: e qui si sta cercando di usare solo un componente della marijuana, il cannabidiol (Cbd) che, a differenza del Thc, non è psicoattivo, non incide
sullo stato d’animo. Mentre,secondo gli esperti, avrebbe una discreta efficacia come anti-infiammatorio e antidolorifico. Ma non è detto che tutto questo basti a scongiurare i veti già annunciati dal governo.

Quando otto Stati hanno legalizzato, sulla base di referendum popolari, l’uso della marijuana, l’allora presidente Obama, per evitare conflitti tra governo centrale e amministrazioni locali, chiese ai giudici federali di interpretare il divieto di legge in modo flessibile. Ma Sessions,spalleggiato dal vicepresidente Mike Pence, ha abrogato quella direttiva e ha chiesto ai giudici di essere severi. Le aziende sperano in Trump che a suo tempo disse di voler delegare agli Stati.

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