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Corinaldo, Il 16enne fermato per la strage

Individuato grazie alle testimonianze, aveva 200 grammi di cocaina. Ma c’è un’ipotesi alternativa sulla Lanterna Azzurra che lo scagionerebbe. Intanto si cercano eventuali complici

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Un ragazzo di 16 anni è stato fermato in relazione ai fatti della Lanterna Azzurra di Corinaldo. Come anticipato ieri, è stato rintracciato grazie alle testimonianze dei presenti all’evento in cui doveva partecipare il cantante trap Sfera Ebbasta.

Il 16enne fermato per la Lanterna Azzurra a Corinaldo

I carabinieri sono andati a cercarlo in un residence di Senigallia e hanno trovato nella sua stanza 200 grammi di cocaina, destinata soprattutto ad alimentare la vita notturna della zona. I carabinieri vogliono capire se avesse provato a spacciare anche durante la serata della tragedia, nella discoteca che oltre al dj set di Sfera Ebbasta, ospitava anche la festa delle scuole di Senigallia. Un locale frequentato da molti ragazzi tra i 12 e i 16 anni. Indagato per droga, ora rischia l’imputazione per omicidio plurimo colposo. Alcuni testimoni hanno parlato infatti del furto di una collanina che sarebbe stato effettuato proprio con lo spray al peperoncino: questa sarebbe la ricostruzione dei fatti che per ora sembra trapelare dalle informazioni fornite da chi indaga.

spray al peperoncino corinaldo
Cos’è lo spray al peperoncino (Corriere della Sera, 9 dicembre 2018)

Ma c’è anche un’altra ipotesi alternativa che potrebbe spiegare l’accaduto. Ne parla Francesco Grignetti sulla Stampa:

I carabinieri e i magistrati hanno sempre avuto un dubbio rispetto alle prime ipotesi, accreditate innanzitutto dai gestori del locale, e cioè che per colpa di una moda stupida si fosse causata la tragedia. Gli investigatori non riuscivano a capire come fosse stato possibile che una piccola dose di spray urticante avesse causato tanto dolore e difficoltà respiratorie. Inoltre alcune testimonianze non tornavano: c’era chi, tra i genitori accorsi alla discoteca, insisteva di aver sentito odore di ammoniaca sui vestiti dei figli.

Non per caso, il colonnello dei carabinieri Cristian Carrozza a un certo punto ha parlato di «altre ipotesi al vaglio». Altre ipotesi? Sì, c’è una ricostruzione alternativa: e se ci fosse stato un malfunzionamento del macchinario che deve sprigionare il fumo artificiale nel locale? Si spiegherebbero l’odore di ammoniaca, le crisi respiratorie, il panico e le chiazze sulla pelle di alcuni feriti.

L’ipotesi alternativa sullo spray al peperoncino alla Lanterna Azzurra di Corinaldo

Il ragazzo arrestato vive in un paese in provincia di Ancona. A indicarlo ai carabinieri erano stati alcuni suoi amici o conoscenti attraverso il suo soprannome. Si trovavano vicino a lui nella sala da ballo e, come lui, erano in attesa dell’inizio del dj set del trapper Sfera Ebbasta. Gli investigatori hanno fatto delle verifiche sul nominativo, compresa la fedina penale. Non risultano a suo carico precedenti specifici di questo tipo: se è stato davvero lui ad utilizzare venerdì sera la bomboletta di spray urticante ritrovata sul pavimento del locale (sarà sottoposto al confronto delle impronte digitali), vorrebbe dire che era la prima volta che lo faceva.

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Un’altra ipotesi, complottistica, di spiegazione sull’accaduto alla Lanterna Azzurra di Corinaldo parte dal fatto che Sfera Ebbasta quella sera avesse un altro impegno simile a quello in provincia di Ancona, ma a Rimini dove era atteso a un locale che si chiama Altromondo Studios.  Tra autostrada, statali e provinciali sono 91,2 chilometri per un viaggio di un’ora e dodici minuti. Il percorso forse si copre in un’ora ma Sfera non sarebbe mai arrivato prima dell’una e mezza del mattino. Spiega quindi Carlo Moretti su Repubblica:

Qualcuno in Rete si è spinto ad ipotizzare retroscena secondo i quali il concerto di Corinaldo sarebbe stato in realtà un falso e l’uso dello spray un diversivo per giustificare a un certo punto della serata la cancellazione della data, diversivo poi finito in tragedia oltre ogni previsione. Ma di fronte a un’ipotesi del genere, il promoter Claudio Trotta, organizzatore di festival e, tra gli altri, dei concerti di Springsteen con la Barley Arts, reagisce sdegnato: «Perché mai qualcuno avrebbe dovuto gettare uno spray davvero non si capisce. Mi può non piacere la trap, ma Sfera Ebbasta ha il diritto di fare anche quattro ospitate per sera, se vuole. Semmai il punto è la comunicazione carente perché queste esibizioni non iniziano mai in orario ed è estremamente negativo, soprattutto nel caso del pubblico di Sfera, molto giovane e inesperto».

23 assalti in due anni a caccia di oro e cellulari

Intanto il Corriere fa sapere che sono stati finora 23 gli assalti effettuati da persone diverse durante eventi come quello alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, sempre con l’obiettivo di rubare seminando il panico in discoteche e concerti dei rapper più seguiti. Sintomatico quello che è accaduto a Genova: nel covo in centro di uno dei boss dello spray è stato trovato un arsenale di bombolette insieme con una mappa dei concerti
in programma in città e in tutto il Nord. Non è finita: il capo banda era in contatto con il suo omologo torinese, Sohaib Bouimadaghen, detto «Budino», in carcere per la notte del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo, a Torino: davanti al maxischermo per la finale di Champions lo spray, e il panico, fecero un morto e 1.526 feriti. Su quest’ultima gang ha indagato la Squadra mobile torinese, coordinata dai pm Paolo Scafi e Roberto Sparagna. Nell’atto di fine indagini dell’inchiesta-bis si contano 64 indagati per 54 colpi, 23 dei quali in discoteche in giro per l’Italia del centro-nord, negli ultimi due anni.

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L’infografica sugli attacchi con lo spray al peperoncino (Corriere della Sera, 10 dicembre 2018)

Infine  c’è il mistero dei biglietti venduti. La cifra, per il comandante provinciale dei carabinieri Cristian Carrozza, è quella di 680: tra questi 500 sul posto e 180 online, con la prevendita affidata a Liveticket.it, sito di una società di Fano. Ma gli ingressi (con la capienza fissata a 870 posti) si sono moltiplicati — pure con vendite nelle scuole—tramite la consegna di cartoncini e braccialetti al posto delle ricevute.

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