Economia

Perché Carige crolla in Borsa

apollo carige

Apertura pesante per Carige oggi in Piazza Affari all’indomani della bocciatura del piano di conservazione del capitale da parte della Banca Centrale Europea. Il titolo cede il 6,98% a 0,8 centesimi. Da Francoforte è giunta la richiesta di redigere un nuovo piano entro novembre, che preveda “tutte le opzioni inclusa un’aggregazione” con un’altra banca.

Perché Carige crolla in Borsa

La BCE ha chiesto a Carige di presentare un nuovo piano entro il 30 novembre per il ripristino dei requisiti patrimoniali suggerendo alla banca di valutare anche “un’aggregazione aziendale”. Carige, è la richiesta, “presenti alla BCE al più tardi entro il 30 novembre 2018, un piano approvato dal consiglio di amministrazione per ripristinare e assicurare in modo sostenibile l’osservanza dei requisiti patrimoniali al più tardi entro il 31 dicembre 2018. Tale piano dovrebbe valutare tutte le opzioni, ivi inclusa un’aggregazione aziendale.” Qualora fosse perseguita una soluzione mirata a un’aggregazione aziendale per assicurare in modo sostenibile l’osservanza di tutti i requisiti patrimoniali – continua Bce – la vigilanza europea “stabilirà un nuovo termine entro il quale al più tardi dovrà essere conseguita l’osservanza dei requisiti patrimoniali per rispecchiare le esigenze di tale operazione di aggregazione aziendale”. Carige dal canto suo conferma la volontà di rispettare “ogni legittima tempistica” indicata da Bce, pur sottolineando che presenterà le proprie osservazioni sul progetto di decisione.

Carige è sotto di 89 punti base il livello di patrimonio totale fissato al 13,125%. Il bond, scrive Bce, è «la pietra angolare» del piano che però «a causa di fattori idiosincratici e di mercato» non ha avuto successo, così come le cessioni (Autofiori, immobili, quote in Banca d’Italia). “Il governo societario del soggetto vigilato – fa notare Bce – non è pienamente funzionante e rappresenta una concreta fonte di rischio reputazionale e operativo. Il funzionamento del consiglio di amministrazione ha risentito nel tempo di un elevato tasso di avvicendamento; dal 2014 la gestione esecutiva del soggetto vigilato e’ stata affidata a tre diversi amministratori delegati. Dei quindici membri che erano originariamente parte dell’attuale consiglio di amministrazione, nominato a marzo 2016, dieci hanno rassegnato le proprie dimissioni, principalmente a causa di divergenze interne tra gli amministratori del soggetto vigilato e i rappresentanti degli azionisti principali”.Inoltre, conclude Bce, dopo le dimissioni di Tesauro dalla presidenza, “il consiglio di amministrazione non ha deciso prontamente in merito a una tempistica per la nomina di un nuovo presidente”.

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