Economia

Il bonus baby sitter da 1200 euro anche per i nonni

La circolare Inps in applicazione del cosiddetto «bonus baby sitter» garantisce i 1200 euro di bonus non solo a chi si sta facendo aiutare da una babysitter o si affida a centro estivo, ma anche a chi lascia il piccolo alle cure dei nonni o di un altro parente

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Un passaggio della circolare Inps in applicazione del cosiddetto «bonus baby sitter» garantisce i 1200 euro di bonus non solo a chi si sta facendo aiutare da una babysitter o si affida a centro estivo, ma anche a chi lascia il piccolo alle cure dei nonni o di un altro parente. La disposizione di fatto apre la possibilità di chiedere il bonus alla gran parte delle famiglie con figli visto che l’affidamento ai nonni è la soluzione più diffusa anche in tempi normali. Spiega oggi il Corriere della Sera:

II bonus «baby sitting» è un indennizzo dai 1.200 ai 2.000 euro per pagare una baby sitter o comunque una persona che badi ai figli mentre i genitori sono al lavoro, o per usufruire di centri estivi e servizi educativi e ricreativi territoriali. Spetta alle famiglie con bambini al di sotto dei 12 anni di età lockdown per evitare il rischio di contagio. Ma da giugno anche gli equilibri familiari stanno tornando alla normalità.

E così il «bonus baby sitter» potrebbe essere a breve con più realismo chiamato «bonus nonni». Quando, appena introdotto, l’assegno era limitato a 600 euro il decreto Cura Italia prevedeva 118 mila richieste e una copertura pari a 112 milioni di euro. Poi con il decreto Rilancio i fondi sono stati raddoppiati. Saranno risorse ben spese o c’è il rischio che il bonus baby sitter per l’emergenza Covid diventi l’ennesimo contributo a pioggia?

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Infografica da: Corriere della Sera, 29 giugno 2020

In sostanza, visto che il bonus può essere richiesto, anche in maniera retroattiva, per il periodo che va 60,4% i neonati curati dai nonni dal 5 marzo al 31 luglio, nulla impedirà a chi per consuetudine affidava i figli ai nonni nei mesi estivi di fare domanda per il bonus.

C’è da dire che i 1.200 euro dell’assegno — erogato tramite il cosiddetto «libretto famiglia» che consente di pagare prestazioni di cura occasionali a to euro l’ora, di cui 8 al lavoratore e 2 in contributi — coprono in tutto 120 ore di lavoro, che poi si traducono in tre settimane a tempo pieno. Lo sforzo di una famiglia per garantirsi assistenza e servizi quando entrambi lavorano va ben oltre. Per non parlare dell’impegno dei nonni.

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