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Bibbiano, la chiusura dell’indagine tra i deliri su sette e cannibali che minacciano i bimbi

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Sarah Buono sul Fatto Quotidiano oggi fa sapere che l’indagine su Bibbiano e sugli affidi della Val d’Enza è in via di conclusione e l’avviso relativo arriverà agli indagati entro pochi giorni. L’articolo descrive una serie di deliri fantasiosi e complottistici dietro la rete degli affidi tali da far pensare di essere dentro un post della comunicazione del MoVimento 5 Stelle:

Per l’accusa, nella provincia di Reggio Emilia esisteva un vero e proprio sistema deviato: gli indagati avrebbero forzato i minorenni a raccontare di violenze mai avvenute per darli in affidamento e guadagnarci sopra. “Un programma criminoso unitario finalizzato a sostenere l’esistenza di abusi in realtà mai avvenuti”, scrive il gip Luca Ramponi nell’ordinanza in cui, togliendo gli arresti domiciliari ad Anghinolfi e al suo collega e braccio destro Francesco Monopoli, li sostituisce con un anno di interdizione dall’esercizio della professione di assistente sociale.

Per Ramponi sussistono i gravi indizi di colpevolezza, ma non più il pericolo che i due – accusati, tra l’altro, di falsità ideologica, frode processuale, peculato – “compromettano la genuinità delle fonti di prova e delle testimonianze”. Anghinolfi e Monopoli sarebbero tornati liberi comunque il 27 dicembre, scadenza naturale della “misura custodiale”. Anche un altro protagonista dell’i n c h i es t a ha di recente subito l’interdizione per sei mesi dall’attività professionale coi minori: si tratta di Claudio Foti, psicoterapeuta e ideologo del gruppo che operava a Bibbiano. L’accusa per il fondatore del centro “Hansel & Gretel”, che operava nella struttura “La Cura”in Val d’Enza, è frode processuale: avrebbe convinto una minore di essere stata abusata sessualmente dal padre e dal suo socio. Una testimonianza indotta che ha portato la minorenne a non voler più incontrare il familiare, decaduto poi dalla potestà genitoriale.

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Foti avrebbe alterato lo stato psicologico e emotivo della ragazza per ingannare i giudici. Circostanza, quest’ultima, che torna anche nelle parole che il gip Ramponi ha dedicato a Anghinolfi e Monopoli: “Con la convinzione della setta dei pedofili condizionavano anche l’operato dei periti e dei consulenti tecnici d’ufficio dei tribunali, a cui veniva riferito di non parlare con nessuno perché la setta era composta da magistrati e forze dell’ordine”. Anghinolfi viene descritta come una professionista priva “di autocontrollo e di equilibrio, al punto da aver illegittimamente ordinato con toni militari a un agente della polizia municipale di arrestare un uomo che stava solo chiedendo notizie sull’affidamento dei figli”.

Per il gip ci sono “numerose conferme probatorie”anche “sulle ipotesi di abuso d’ufficio e falsificazione delle relazioni”. Il gruppo di Bibbiano non si chiedeva mai se stesse sbagliando: il gip parla di “assoluta incapacità di controllo”sulle proprie convinzioni e di alto “tasso potenziale di criminalità”. Pedofilia,cannibalismo, rituali pseudo-religiosi satanici: per la “zarina”reggiana tutto era connesso, tutti “complottavano”per trovare nuove vittime di cui abusare. Persino il clan ’ndranghetista Grande Aracri, decimato dall ’inchiesta Aemilia, era coinvolto.

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