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L’ospedale anti-Covid-19 delle Marche è durato 15 giorni

L’astronave di Bertolaso oggi chiude i battenti. Rimangono le polemiche sui 12 milioni spesi. E un’indagine della magistratura

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L’ospedale per i pazienti affetti da COVID-190 costruito a Civitanova Marche (Macerata) quando ormai l’emergenza sanitaria era superata è rimasto aperto per 15 giorni. Oggi ospita un solo paziente e verrà chiuso.

L’ospedale anti-Covid-19 delle Marche è durato 15 giorni

Il “Covid Center” di Civitanova Marche, l’ospedale da 84 posti letto tra terapia intensiva e sub-intensiva, costato 12 milioni, entrato in funzione il 23 maggio scorso da stasera chiude i battenti. Meno di una ventina i pazienti ricoverati in tutto, mai più di tre insieme. Il Fatto Quotidiano scrive che alle 20 l’“astronave supertecnologica” (definizione by Bertolaso), sorella minore dell’altrettanto inutile ospedale concepito sempre dall’ex capo della Protezione Civile alla Fiera di Milano, abbasserà la claire.

L’ultimo degente ieri ha avuto il doppio tampone negativo. Poi, nei corridoi dell’Astronavina circoleranno solo le guardie giurate. Rimarranno così inutilizzate le attrezzature mediche da 6 milioni di euro e le opere murarie costate altri 6 milioni. Ma rimarranno anche gli strascichi giudiziari e le polemiche. I primi partono dall’esposto presentato il 27 maggio da un gruppo di cittadini e associazioni per supposti reati di falso in atto pubblico e irregolarità rispetto alle norme sugli appalti pubblici, sui quali sta indagando la Procura di Macerata.

I magistrati dovranno far luce sul ruolo giocato dal Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (Cisom), sul cui conto corrente sono transitate le donazioni di cittadini e aziende. Soldi privati che, per gli esponenti, sarebbero diventati pubblici nel momento in cui sono stati donati alle istituzioni, sebbene “dirottati senza alcun apparente motivo” sul conto di Cisom.

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Le polemiche, invece, sono politiche e investono la scelta del presidente della Regione, Luca Ceriscioli, di scommettere sull’Astronave anche quando l’epidemia era in evidente regresso e gli ospedali “terrestri ”riuscivano a soddisfare la richiesta di terapie intensive. La prima a puntare il dito contro l’operazione “Covid Center”, già all’inizio di aprile, era stata Daniela Barbaresi, segretaria regionale Cgil. Poi i sindacati dei medici hanno denunciato come le strutture ospedaliere fossero “saccheggiate” di medici e infermieri, dirottati da rigidi ordini di servizio verso l’Astronave. Che però è sempre rimasta praticamente priva di pazienti. Critiche anche sui costi di gestione: si prevedevano circa 1,5 milioni di euro al mese per il mantenimento. Un salasso per la sanità regionale.

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