Economia

Il nonno che avanza

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Silvio Berlusconi è convinto di vincere le elezioni e punta al 45%. E l’obiettivo non è per nulla lontano perché le promesse elettorali del leader di Forza Italia sembrano davvero allettanti per un elettorato ormai abituato ad abboccare alle peggiori balle dei politici come sta accadendo da un anno e mezzo a Roma. Il nonno che avanza (nei sondaggi) è così in pole position per vincere il 4 marzo, forte del fatto che nessuno si accorgerà che le sue promesse sono campate in aria fino a quando non sarà troppo tardi.

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L’infografica su Partite Iva e Flat Tax (Il Sole 24 Ore, 17 ottobre 2016)

È andata così nel 2008 e la storia si è ripetuta nel 2013, dove una clamorosa rimonta provocata dalla sua discesa in campo ha permesso a Forza Italia di raggiungere un risultato dignitoso pur perdendo, a vantaggio del M5S, milioni e milioni di voti. Nel 2018 prova a riprenderseli con il reddito di dignità, che secondo Massimo Baldini e Francesco Daveri de lavoce.info costerebbe circa 29 miliardi. Ma il cavallo di battaglia di Berlusconi da almeno vent’anni si chiama flat tax, cioè l’aliquota unica del 23 per cento al posto delle cinque attuali. A ogni giro di campagna elettorale viene proposta dalla destra, che poi “dimentica” di attuarla se vince le elezioni e la ripropone al giro successivo. Ma la fantapolitica vera è l’abolizione della legge Fornero, che Salvini crede di aver proposto e Berlusconi ha fatto finta di aver accettato: in questo caso, spiega oggi Roberto Petrini su Repubblica, il costo sarebbe esorbitante perché i risparmi previsti dalla legge raggiungono gli 80 miliardi nei prossimi quattro anni. Oltre al peso oggettivo per le finanze pubbliche c’è l’apprensione dei mercati, delle agenzie di rating e dello stesso Fmi, che giudicano la riforma essenziale per la solvibilità dell’Italia. Dal vertice di Arcore emergono segnali per un intervento più moderato, con una correzione da 12 miliardi. Misura difficile anche in questa versione.

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