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Basket, piscina e funerale: come l’imprenditore ha contagiato 50 persone a Vercelli

L’imprenditore di 30 anni che ha causato un focolaio di coronavirus a Vercelli, da quando il 13 luglio è tornato dalla Repubblica Dominicana dove è nato ha frequentato numerosi luoghi di aggregazione non solo in città ma anche a Borgomanero, tanto che l’allerta per il focolaio si è allargata a Novara. Ma sapeva di essere positivo?

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L’imprenditore di 30 anni che ha causato un focolaio di coronavirus a Vercelli, da quando il 13 luglio è tornato dalla Repubblica Dominicana dove è nato ha frequentato numerosi luoghi di aggregazione non solo in città ma anche a Borgomanero, tanto che l’allerta per il focolaio Covid si è allargata a Novara. Il cittadino dominicano, che vive e ha famiglia da anni a Vercelli, è stato visto partecipare a partite di basket al campo del rione Isola. Ha continuato a fare la sua vita di sempre passeggiando in centro, frequentando locali e partecipando al funerale a Borgomanero, ben due settimane dopo il suo ritorno.

Basket, piscina e funerale: come l’imprenditore ha contagiato 50 persone a Vercelli

Chiamare l’imprenditore untore è però quanto meno prematuro. Non è infatti certo che l’uomo abbia violato la quarantena come spiega Repubblica Torino:

«Forse non sapeva di essere contagioso», provano a difenderlo alcuni connazionali che pure a loro volta sono stati infettati e adesso sono chiusi in casa in isolamento. Tuttavia proprio la consapevolezza o meno della sua condizione di “contagioso” è quello che le autorità sanitarie e le forze dell’ordine dovranno accertare, per valutare le responsabilità dell’uomo nella diffusione del virus, che ha fatto crescere a 53 i contagi nella sola Vercelli (dati aggiornati a ieri sera), quasi tutti tra la comunità latina della zona.

Secondo quanto ricostruito finora l’uomo avrebbe contratto il coronavirus in volo da un altro passeggero, ma resta da accertare quando sia stato avvertito della necessità di mettersi in isolamento. Certo è che fin dai primi giorni dopo il suo ritorno ha frequentato molti luoghi di aggregazione e ha visto molte persone, ma bisogna stabilire con certezza se lo abbia fatto anche dopo essere stato messo in quarantena.

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Una cosa è certa: il focolaio in Piemonte si è diffuso proprio nei locali frequentati dall’imprenditore. Luoghi di ritrovo abituali della comunità sudamericana:

I “ventilatori” che hanno esteso il virus nella comunità dominicana di Vercelli sono stati alcuni locali che sono tra i principali luoghi di ritrovo della comunità sudamericana e che adesso hanno chiuso. Anche i loro titolari sono risultati positivi contagiati. «Non sono stato all’estero, anzi avrei voluto tanto tornare a casa visto che sono quattro anni che non vado, ma ho rinunciato proprio per il problema del Covid-19 — racconta Noel Bonilla, titolare del Divina Club — Poi domenica scosa, il due agosto, mi sono sentito male, avevo la febbre e gli stessi sintomi li aveva mio figlio. Siamo andati a fare il tampone: positivi entrambi. A quel punto ho fatto presente alle autorità che ho un circolo».

Ed è stato a quel punto che, attraverso la lista dei soci, è iniziata l’attività di monitoraggio di tutti i dominicani che avevano frequentato il locale durante una serata a fine luglio. Tra cui anche l’uomo tornato a metà luglio da Santo Domingo, così come molti altri connazionali. E positivi sono risultati una quarantina, come ha accertato il Sisp dell’Asl di Vercelli, che può contare su una task-force di biologi ed epidemiologi.

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