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Il bambino caduto dalle scale della scuola elementare Pirelli ha usato una seggiola per arrampicarsi

La testimonianza di una maestra e la sedia con le rotelle ritrovata spostata dopo la caduta del bambino dalle scale della scuola elementare Giovanni Battista Pirelli di MIlano

scuola elementare pirelli milano 1

Il bambino che è caduto venerdì dalla ringhiera delle scale alla scuola elementare  «Giovanni Battista Pirelli» di via Goffredo da Bussero a Milano si era arrampicato su una seggiola. Il piccolo, di cinque anni e dieci mesi, in coma, rimane ricoverato in condizioni disperate all’ospedale Niguarda.

Il bambino caduto dalle scale della scuola elementare Pirelli ha usato una seggiola per arrampicarsi

Ma nel frattempo le indagini dei carabinieri sono arrivate a una svolta decisiva, raccontata oggi dal Corriere della Sera. Tutto parte dalla deposizione di una maestra che è arrivata lì subito dopo la caduta del bambino: “Ho sentito le urla e il trambusto. Mi sono avvicinata al ballatoio e alle scale. E lì, attaccata alla ringhiera di protezione, ho visto una sedia. Una sedia con le rotelle, la sedia che si trova di solito nella postazione della bidella al primo piano”.

Questa testimonianza spiega come sia stato possibile che il bambino, un alunno di prima elementare, alto circa un metro e 15, abbia potuto scavalcare una ringhiera di protezione alta un metro e 4 centimetri, al secondo piano dell’istituto in via Goffredo da Bussero. Erano le 9.44 di venerdì. Quella sedia, sul quale il bambino si è arrampicato per poi sporgersi e precipitare (da un’altezza di tredici metri), pur se «di certo in buona fede», come hanno rimarcato gli investigatori, è stata spostata nei minuti successivi alla disgrazia.

scuola elementare pirelli milano

I carabinieri l’hanno ritrovata nel gabbiotto dei bidelli e messa sotto sequestro. Accertata la parte finale della sciagura, è stata anche cristallizzata la precedente catena di variabili, in una sequenza nella quale insegnanti e bidelli hanno s ìfatto il proprio dovere, ma lasciando uno spazio di mancato controllo sul piccolo: saranno indagati e andranno a processo per l’omessa vigilanza.

Ieri la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per lesioni gravi e nelle prossime ore potrebbero esserci i primi indagati. L’ipotesi su cui il pm Francesco Ciardi sta lavorando è l’omessa vigilanza sul bimbo da parte di maestre e collaboratori scolastici, a quell’ora presenti nell’edificio. Questa la prima ricostruzione dei fatti:

La maestra, nella sua testa, affida il bimbo alla bidella. Sa che se ne prenderà cura lei. E infatti la collaboratrice è al suo posto, là al secondo piano. Solo che proprio alle 9.40 di ieri mattina si ritrova ad accogliere non uno, ma tre bambini: tutti di prima elementare, tutti usciti quasi in contemporanea, «spuntati» da tre classi diverse, e per di più in un’orario non previsto (manca poco alla ricreazione e le maestre, di solito, chiedono ai piccoli di attendere). I bagni sono oltre le scale e la ringhiera che protegge il ballatoio.

La bidella porta i bimbi in bagno, li aiuta e li controlla. Uno finisce per primo, la donna s’attarda allora a seguire gli altri due, e a lui dice: «Inizia a tornare in classe». Il bambino esce in corridoio. Da questo momento, passa meno di un minuto. La bidella, ancora dentro il bagno con i due bambini, esce sulla porta per controllare che l’altro non si sia fermato a giocherellare. Nota solo un’ombra oltre la ringhiera, sente un tonfo, s’affaccia, perde il respiro, urla, inizia a correre per chiedere aiuto.

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