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La storia del bambino caduto dalle scale alla scuole elementare Pirelli di Milano

scuola elementare pirelli milano

Sono ancora gravissime le condizioni del bambino di cinque anni che è precipitato dalla tromba delle scale della scuola elementare «Giovanni Battista Pirelli» di via Goffredo da Bussero a Milano.  Il piccolo ha subito un trauma cranico severo, per cui è stato operato, lesioni interne e la frattura del bacino ed è in prognosi riservata. Sembra che il bambino si trovasse al secondo piano quando ha perso l’equilibrio ed è caduto nel vuoto per almeno 12-13 metri (è finito al piano-1).

La storia del bambino caduto dalle scale alla scuole elementare Pirelli di Milano

Il bimbo è stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico mentre sulla dinamica dei fatti indagano i carabinieri. L’ipotesi principale su cui sta lavorando la Procura è l’omessa vigilanza sul bimbo da parte di maestre e collaboratori scolastici. Dai primi rilievi non sono emerse irregolarità sulla ringhiera delle scale le cui sbarre (i tiranti) erano separate da una distanza di 12 centimetri. Il Corriere della Sera pubblica oggi una ricostruzione dettagliata dell’accaduto:

Il bambino che chiede di uscire compirà 6 anni a dicembre. In classe ci sono la maestra di inglese e quella di sostegno. La prima è una brava maestra: entusiasta, empatica, molto amata dai bambini, dalle famiglie e dai colleghi. Potrebbe accompagnare il bambino, è vero, ma si fida e lo lascia andare. Non lo fa per superficialità, o per incoscienza. Sa che fuori, in corridoio, c’è la bidella. È una collaboratrice scolastica «storica» in quell’istituto, le manca qualche anno alla pensione. Una donna così: «Scrupolosa, affettuosa, materna, affidabile, una persona splendida».

scuola elementare pirelli milano

La maestra, nella sua testa, affida il bimbo alla bidella. Sa che se ne prenderà cura lei. E infatti la collaboratrice è al suo posto, là al secondo piano. Solo che proprio alle 9.40 di ieri mattina si ritrova ad accogliere non uno, ma tre bambini: tutti di prima elementare, tutti usciti quasi in contemporanea, «spuntati» da tre classi diverse, e per di più in un’orario non previsto (manca poco alla ricreazione e le maestre, di solito, chiedono ai piccoli di attendere). I bagni sono oltre le scale e la ringhiera che protegge il ballatoio.

La bidella porta i bimbi in bagno, li aiuta e li controlla. Uno finisce per primo, la donna s’attarda allora a seguire gli altri due, e a lui dice: «Inizia a tornare in classe». Il bambino esce in corridoio. Da questo momento, passa meno di un minuto. La bidella, ancora dentro il bagno con i due bambini, esce sulla porta per controllare che l’altro non si sia fermato a giocherellare. Nota solo un’ombra oltre la ringhiera, sente un tonfo, s’affaccia, perde il respiro, urla, inizia a correre per chiedere aiuto.

L’indagine della procura di Milano

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per lesioni gravi e nelle prossime ore potrebbero esserci i primi indagati. L’ipotesi su cui il pm Francesco Ciardi sta lavorando è l’omessa vigilanza sul bimbo da parte di maestre e collaboratori scolastici, a quell’ora presenti nell’edificio. Spiega oggi La Stampa che sono al vaglio del pm il regolamento dell’istituto e le normative, anche quelle interne, che riguardano la responsabilità sulla vigilanza degli alunni.

Sembrerebbe invece sfumata l’ipotesi avanzata in un primo momento, e cioè che il bimbo possa essere scivolato passando attraverso le sbarre della ringhiera, che ora, insieme a tutta l’area delle scale è stata sottoposta a sequestro. La Procura ha accertato che i tiranti – cioè le sbarre della balaustra – distano 12 centimetri l’una dall’altra: uno spazio insufficiente per far sì che il corpo di una persona di cinque anni possa passarci attraverso.

scuola elementare pirelli milano 1

Sulla stessa ringhiera, poi, la polizia scientifica ha effettuato dei rilievi da cui però non sono emerse irregolarità. In un primo momento si era anche ipotizzato che il parapetto da cui il bimbo è scivolato fosse troppo basso e quindi poco sicuro, ma sia le forze dell’ordine che alcune mamme fuori dalla scuola hanno ribadito che «la ringhiera è piuttosto alta, persino per un adulto, per cui è da escludere che il bimbo abbia potuto scavalcarla con una gamba».

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