Economia

Gli aumenti dei prezzi nell’emergenza Coronavirus

In testa alla classifica dei rincari ci sono i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato al rialzo il prezzo di caffè e cappuccino: al centro di Milano, dove il prezzo medio di un espresso è 1,30 euro, si arriva fino a 2 euro (+53,8%). A Roma (1,10) fino a 1,5 euro (+36,3%). A Firenze (1,40) fino a 1,7 euro (+21,5%). Anche i parrucchieri hanno aumentato i listini

L’emergenza Coronavirus ha portato a un aumento dei prezzi di alcuni prodotti insieme al calo di altri. E mentre  la quasi totalità delle 800mila imprese del commercio e dei servizi alla persona ha ripreso regolarmente a lavorare, manca all’appello una quota di ristoranti e di bar (quantificabile nel 30% del totale) mentre anche quelli che sono tornati in pista hanno lasciato a casa una parte del personale in attesa di capire i nuovi equilibri della domanda.

Gli aumenti dei prezzi nell’emergenza Coronavirus

Il settore dell’abbigliamento sta rispondendo meglio: secondo Confcommercio oltre il 90% del fashion retail ha riaperto in sicurezza. Molti operatori hanno segnalato una ripartenza sprint anche sull’onda di offerte assaia attraenti. Tra i prodotti più richiesti: intimo, pantaloni e camicie, scarpe e accessori. E ieri il Sole 24 Ore ha segnalato che i negozianti un po’ ovunque hanno cartelli per le «mid season sale», «vendite promozionali» e «sconti eccezionali per essere più vicini ai nostri clienti»: sconti tra il 20 e il 50%. In alcuni rari casi persino al 70%.

Il termometro delle riaperture lo può dare corso Buenos Aires a Milano, la via commerciale più lunga d’Europa, dove l’apertura è all’insegna delle «mid season sale» con la maggior parte con sconti tra il 20 e il 70%. «Chi non ha fatto in tempo ad esporre i cartelli fa sconti alla cassa aggiunge Gabriel Meghnagi, presidente della Rete associativa vie di Confcommercio Milano -. Ma sui negozianti del Corso si sta per abbattere lo tsunami della pista ciclabile che peggiorerà traffico e vendite e farà aumentare l’inquinamento della zona. Un progetto “lunare” che va fatto nelle vie limitrofe». Da parte sua Marco Granelli, assessore a Mobilità e lavori pubblici, parla di un esperimento e promette un confronto, con commercianti e taxisti, tra 6 mesi.

aumento prezzi emergenza coronavirus
L’aumento dei prezzi nell’emergenza Coronavirus (Il Messaggero, 20 maggio 2020)

Ma per uno che scende c’è anche uno che sale. Il Messaggero spiega oggi che escludendo le speculazioni, i prezzi dei generi alimentari nei mercati all’ingrosso non hanno subito impennate dopo la fine del lockdown, anzi in alcuni casi sono arretrati. Ininfluenti gli acquisti di materia prima dei ristoranti che hanno riaperto.

«Tendenzialmente riscontriamo una frenata della domanda e conseguentemente prezzi in calo rispetto ai giorni scorsi»,spiega Fabio Massimo Pallottini. Il direttore del Car di Roma e presidente di Italmercati segnala infatti «la minore propensione delle famiglie a spendere». In aprile i prezzi erano invece inizialmente schizzati in su, fino all’8% la frutta, il 5% la verdura. Prezzi alti, ma nella norma, ora solo per le primizie di primavera e in netto calo, all’opposto, per i pomodori visto l’inizio della campagna di raccolta.

L’impennata potrebbe esserci per le drupacee (pesche, susine) «a causa – spiega Mirko Aldinucci del sito specializzato Italiafuit – del maltempo che pochi giorni fa si è improvvisamente abbattuto sulla Puglia, una delle principali zone di produzione». Tra le conseguenze della quarantena, il calo del prezzo della cosiddetta 4^ gamma, frutta e verdura già imbustata. I consumatori – non potendo fare la spesa tutti i giorni – hanno preferito acquistare prodotti con scadenze più lunghe, cambiando repentinamente l’abitudine di acquisto.

I rincari dei prezzi nell’era del COVID-19

Moltissimi i casi di rincari rispetto all’era pre-emergenza. C’è chi a Milano ha pagato due euro per un caffè espresso al bancone mentre, com’era prevedibile, barbieri e parrucchieri hanno scaricato sui clienti i costi della chiusura forzata e delle nuove disposizioni di sicurezza sui dispositivi di protezione individuale obbligatori.

Tra ieri e l’altroieri le associazioni dei consumatori sono state invase dalle segnalazioni. «Il mio parrucchiere (località Seregno MB) ha aumentato il costo per shampoo e taglio capelli a 25€, in fase pre-covid era di 15€», scrive una signora al Codacons. «La mia parrucchiera ha alzato i prezzi qua a Campobasso», comunica un’altra. «Buongiorno vorrei segnalare l’aumento di un caffè nel bar a Genova quartiere San Fruttuoso da 1,10€ aumentato a 1,20€» si lamenta un signore. «A Firenze alcuni locali hanno portato il costo dell’espresso a 1,70 euro, mentre a Roma si arriva a pagare 1,50 euro, contro 1,20 euro di Genova» riferisce preoccupato Carlo Rienzi, presidente Codacons.

ciliege spagnole 69 euro kg

In base ai primissimi dati, all’indomani delle riaperture di molti esercizi commerciali e soprattutto da indicazioni che provengono dai cittadini, l’associazione Centro Consumatori Italia segnala alcuni aumenti dei prezzi a macchia di leopardo sul territorio nazionale. In particolare di 10 o 20 cent per il caffè, dunque un incremento pari al 10-20%. Peggiore il dato sui parrucchieri dove dalle prime segnalazioni si registrano incrementi anche del 30-35%. “Ciò è indecente ed il rischio è che non solo si colpisce la tasca dei cittadini – commenta l’associazione in una nota – ma in prospettiva si colpisce la stessa domanda di mercato destinata a contrarsi con danno futuribile agli stessi artigiani”. In testa alla classifica dei rincari ci sono i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato al rialzo il prezzo di caffè e cappuccino: al centro di Milano, dove il prezzo medio di un espresso è 1,30 euro, si arriva fino a 2 euro (+53,8%). A Roma (1,10) fino a 1,5 euro (+36,3%). A Firenze (1,40) fino a 1,7 euro (+21,5%). Anche i parrucchieri, in base alle segnalazioni, hanno aumentato i listini, con rincari per shampoo, messa in piega, taglio, e altri trattamenti. In base ai costi medi nelle grandi città, il prezzo di un taglio passa da una media 20 a 25 euro (+25%), ma con punte che arrivano al +66%, dove secondo una segnalazione a Milano il taglio donna in un salone è passato da 15 a 25 euro.

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