Economia

Atac, il pasticcio del M5S sul concordato

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Un problema di procedure potrebbe rallentare la corsa di ATAC verso il concordato preventivo in continuità. La Giunta Raggi ha deciso infatti di non approvare una delibera di indirizzo in Assemblea Capitolina ma di affidare a una memoria di giunta l’avvio della procedura. Ma il provvedimento rischia di finire impugnato al TAR con il risultato di dilatare i tempi e rendere più incerto l’iter. Racconta oggi Repubblica Roma:

Una zeppa non di poco conto, sufficiente a compromettere la tabella di marcia disegnata dalla sindaca Raggi per iniziare a giocare una delle partite più delicate del suo mandato. Ieri il Campidoglio ha firmato un’intesa con Cgil, Cisl e Uil per aprire un confronto permanente sulla tutela dei salari e il rilancio del trasporto pubblico locale.
Oggi — durante lo sciopero di 4 ore, dalle 8,30 alle 12,30, proclamato da Orsa tpl e Faisa Confail — il cda di Atac approverà il bilancio 2016, che dovrebbe chiudere con una perdita di 220 milioni utile a sancire la crisi d’impresa. Dopodomani, invece, l’assemblea dei soci — forte dell’ordine del giorno approvato giovedì in consiglio e alla memoria di giunta licenziata venerdì — è stata convocata per autorizzare la procedura: da quel momento decorreranno i 30 giorni necessari a presentare la richiesta di concordato.
Una procedura illegittima, secondo la capogruppo del Pd in Campidoglio Michela Di Biase. Che ieri ha preso carta e penna e inviato una diffida al segretario generale Mileti e per conoscenza
alla prefetta Basilone, segnalando tutte le violazioni di un iter che esautora l’assemblea capitolina, «l’unica competente — recita il Testo unico degli enti locali
— a fornire gli indirizzi alle aziende partecipate».

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Le cifre del dissesto in ATAC e nel bilancio del Comune (Il Messaggero, 25 agosto 2017)

Dice di più Di Biase:

«Lo stesso art.42 del Tuel prevede che le deliberazioni relative agli indirizzi non possano essere adottati in via d’urgenza da altri organi del Comune. Dunque, quello che ha fatto la giunta Raggi è totalmente contro la normativa». Peraltro recentemente ribadita anche dalla legge Madia, il decreto legislativo n.175/2016, laddove all’art.7 afferma che spetta al consiglio comunale deliberare su: costituzione delle partecipate, modifica delle clausole dell’oggetto sociale, trasformazione delle società e operazioni straordinarie. A meno di non voler sostenere che la richiesta di concordato sia ordinaria amministrazione e non una misura eccezionale.

E il fatto che possano intervenire i giudici amministrativi preoccupa parte della maggioranza: «Lo abbiamo detto in tutti i modi che una memoria non è sufficiente — si sfoga un consigliere 5S, ricordando una riunione di fine agosto sul tema con l’assessora ai Trasporti Linda Meleo — e ora basta il ricorso di un consigliere di opposizione o un creditore per far saltare tutto».

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