Economia

Il fallimento di ATAC

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Un’azienda creditrice di ATAC ha depositato un’istanza di fallimento ieri, giovedì 31 agosto, al tribunale di Roma. Si tratta di uno dei tre grandi fornitori di carburante della municipalizzata. Nel luglio scorso si era parlato di uno stop all’erogazione del gasolio da parte di Q8, ma l’azienda aveva successivamente smentito.

Il fallimento di ATAC

È importante ricordare che la mossa del creditore arriva mentre l’azienda sta cercando la via del concordato preventivo e che ogni creditore può desistere dall’istanza di fallimento (magari perché è stato pagato) con una dichiarazione di desistenza. Si può quindi pensare che la mossa del creditore sia stata strategica e miri a regolare i conti con ATAC prima che questa finisca nella procedura del concordato preventivo. Il Messaggero racconta che la ditta da sola vanta un credito a sei zeri nei confronti della partecipata del Campidoglio.

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I debiti di ATAC (In Onda, 24 agosto 2017)

Il giudice avrà 30 giorni per decidere se accogliere o meno la richiesta dell’impresa creditrice, scrive il Messaggero. Il rischio per l’azienda c’è, secondo il quotidiano. E arriva il giorno prima di un consiglio di amministrazione che dovrebbe formalizzare la procedura per il concordato in bianco, ovvero un piano di risanamento da attuare sotto la marcatura ‘stretta’ del tribunale fallimentare.

L’addio di Giraudi e la relazione di Giampaolino

Intanto ieri Alberto Giraudi, il direttore operations voluto in azienda a giugno dall’allora DG Marco Rettighieri e poi promosso da Manuel Fantasia, è andato via Ieri è arrivata in Comune la relazione del superconsulente Carlo Felice Giampaolino, che affianca il presidente, amministratore delegato e direttore generale Paolo Simioni nel percorso scelto perla società, gravata da un debito di 1,35 miliardi.

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Paolo Simioni

Una fotografia aggiornata della situazione di Atac e della tabella di marcia che vedrà la consegna dei libri in tribunale, in vista della riunione odierna del Cda ma soprattutto del passaggio politico del 7 settembre, quando si terrà l’assemblea capitolina straordinaria sui conti. Sul concordato in bianco pesa già l’alt dei sindacati, che due giorni fa hanno mosso il primo passo verso lo sciopero e che temono ripercussioni su livelli occupazionali e contrattazione integrativa: Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti di Roma e Lazio hanno comunicato al Campidoglio e alla prefettura l’apertura delle procedure di raffreddamento e conciliazione.

ATAC, lo sciopero del 12 settembre

Intanto i sindacati di base sono sul piede di guerra contro le soluzioni prospettate dal Campidoglio per salvare l’ATAC, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Roma. Orsa, Tpl Lazio, Faisa-Confail Sul ct, Utl e Fast-Confsal hanno proclamato uno sciopero dalle 8:30 alle 12:30 per martedì 12 settembre. Lo stop di quattro ore, spiegano in un comunicato, è per contestare l’ipotesi messa in campo dal Campidoglio, quella del concordato preventivo, che “metterebbe a serio rischio livelli occupazionali, diritti salariali e normativi dei lavoratori”. I sindacati sottolineano anche “la totale assenza di interlocuzione da parte dell’assessorato della Città in movimento e della governance aziendale con le rappresentanze del lavoratori, unici a non venir ascoltati su una questione da cui dipende il loro prossimo futuro”.

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Le inchieste su ATAC

In più per il 4 settembre è stato proclamato un altro sciopero, quello dei lavoratori della Nurc SRL, che si occupano della gestione dei depuratori nelle autorimesse dell’azienda dei trasporti capitolina. I lavoratori non hanno percepito lo stipendio di luglio, la 14esima mensilità e l’una tantum del rinnovo del contratto nazionale: “Dopo i troppi tentativi di sensibilizzazione nei confronti di azienda e comune di Roma, la pazienza di questi 11 lavoratori è finita. Lunedì 4 settembre saranno in sciopero per tutti i turni dell’intera giornata”, scirve in una nota la Fp Cgil. “È un’evidente ingiustizia che il lavoro effettuato per un’azienda pubblica non venga regolarmente pagato. Questo sciopero – conclude la Fp Cgil Roma e Lazio – è solo il primo atto della mobilitazione”. Intanto ul CdA dell’Atac, riunitosi oggi, “ha individuato nella procedura di concordato preventivo in continuità la migliore soluzione alla crisi della Società, deliberando l`immediata comunicazione all`azionista e convocazione dell’Assemblea dei soci per le decisioni di competenza”. Lo rende noto la stessa azienda del trasporto pubblico di Roma con un comunicato. Il CdA – si legge ancora nella nota – ha altresì affidato l`incarico di Advisor Finanziario e Industriale alla società Ernst Young, di supporto alla procedura di soluzione della crisi. “Oggi abbiamo compiuto – commenta Paolo Simioni -, il primo passo concreto per il risanamento e rilancio della Società”.