Economia

L’assicurazione obbligatoria per le casalinghe è raddoppiata

Vista come una tassa occulta, le iscrizioni sono crollate a un milione. Ma nessuno è mai stato multato

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L’assicurazione contro gli infortuni in casa, volgarmente detta «assicurazione delle casalinghe», perché rappresentano il 99 per cento della platea, raddoppia. La mini-polizza da 12,91 euro all’anno è rivolta a chiunque, dai 18 ai 65 anni, si occupa in via esclusiva e gratuita della cura della casa e della famiglia e in teoria è obbligatoria, anche se nessuno ha mai preteso il pagamento di sanzioni.

L’assicurazione obbligatoria per le casalinghe è raddoppiata

Sarà per questo che il governo Lega-M5S ha raddoppiato l’importo dai 12,91 euro attuali a 24 euro annui. Aumentano però le prestazioni: l’invalidità minima per ottenere la rendita scende al 6% e, dal 6 al 15, arriverà una piccola una tantum da 300 euro. Il 6% corrisponde, per fare un esempio, alla ridotta capacità di due dita della mano o a una leggera zoppia. Sale anche l’età massima dei cittadini tenuti a versare il premio, che arriva a 67 anni.

assicurazione casalinghe
L’assicurazione contro gli infortuni in casa (La Stampa, 12 gennaio 2019)

L’assicurazione per le casalinghe è considerata da molti una tassa odiosa perché va a colpire chi non lavora, non perché quello della casalinga non sia un lavoro ma perché le casalinghe non vengono certamente retribuite per le loro mansioni e quindi non hanno un reddito. Di fatto l’assicurazione INAIL per chi lavora in casa e che dovrebbe servire a coprire le spese mediche sostenute dallo Stato in caso di infortunio è una sorta di tassa per quei disoccupati che si occupano di tenere in ordine la propria abitazione e sui quali lo Stato ha deciso di fare cassa. Teoricamente anche gli studenti maggiorenni, i lavoratori in mobilità, i cittadini stranieri senza lavoro, i lavoratori in cassa integrazione e i lavoratori stagionali hanno l’obbligo di pagare l’assicurazione.  Il governo del Cambiamento ha avuto la bella pensata di raddoppiare il balzello. Questo nonostante sia noto che quasi nessuno paga l’assicurazione obbligatoria (e le sanzioni per i trasgressori siano inesistenti). Nel 2015 La Stampa dava conto del fatto che fossero davvero in pochi gli onesti che rispettavano la legge con 2,2 milioni di assicurazioni stipulate nel 2008, 1,6 milioni nel 2012 e poco più di 1,2 milioni nel 2014. Ciononostante dal 2001 al 2015 l’INAIL, grazie alle poche uscite, ha accumulato 130 milioni di avanzo in un Fondo autonomo speciale.

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