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Andrea Puntorno: il capo ultrà della Juventus arrestato per mafia

Secondo gli investigatori e gli inquirenti Puntorno era in rapporti con il boss di Agrigento, finito anche lui agli arresti. Le accuse nei confronti dell’ultrà sarebbero connesse al traffico di droga

andrea puntorno bravi ragazzi

C’è anche un capo ultrà della Juventus tra gli arrestati nell’operazione della Dia in Sicilia e ad Agrigento. Si tratta, secondo quanto si apprende, di Andrea Puntorno, uno dei leader del gruppo ‘Bravi ragazzi’, che già in passato ha avuto problemi con la giustizia. Secondo gli investigatori e gli inquirenti Puntorno era in rapporti con il boss di Agrigento, finito anche lui agli arresti. Le accuse nei confronti dell’ultrà sarebbero connesse al traffico di droga.

Andrea Puntorno: il capo ultrà della Juventus arrestato per mafia

A Puntorno gli inquirenti contestano il concorso esterno in associazione mafiosa: secondo le indagini era una sorta di broker della droga e sarebbe stato lui a mettere in contatto il presunto boss di Agrigento con le ‘ndrine calabresi alle quali l’organizzazione si rivolgeva per l’acquisto di droga. L’ultrà della Juve ed ex leader del gruppo ‘Bravi Ragazzi’ era tornato da circa un anno ad Agrigento, dopo la condanna seguita all’arresto del 2014 per questioni di droga e bagarinaggio, e si trovava in regime di sorveglianza speciale. Il suo nome è nell’elenco degli arrestati del blitz antimafia della Dia, “battezzato Kerkent”; nell’ordinanza anche il 50enne Antonio Massimino, ritenuto il reggente della famiglia di Agrigento – già detenuto in carcere – con l’accusa di aver ordinato un sequestro di persona e di avere commesso una violenza sessuale.

Il nome di Puntorno era uscito all’epoca dell’indagine sui biglietti della Juventus alla ‘ndrangheta a proposito di Alessandro D’Angelo, dirigente della Juventus coinvolto nella vicenda. Soltanto dopo l’arresto di Andrea Puntorno, capo dei Bravi Ragazzi, narcotrafficante e organizzatore di un grosso giro di biglietti e abbonamenti, il security manager affermava: “Non c’è il rischio che persone appartenenti ad aree criminali come Puntorno possano rivolgersi a Juventus per esercitare pressioni finalizzate a ottenere titoli d’accesso”.

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