Economia

Ammortizzatore Unico: come cambia la Cassa Integrazione

I nove istituti attuali sarebbero assorbiti da un sistema di pagamento più rapido e universale. L’obiettivo è semplificare il ricorso ai finanziamenti di fronte al blocco delle attività produttiva

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Come cambia la Cassa Integrazione con l’Ammortizzatore Unico varato dal governo Conte? La cassa integrazione è oggi di tre tipi: quella ordinaria, interamente pagata dai fondi di lavoratori e aziende, è prevista per le crisi temporanee legate ad eventi esterni all’attività dell’azienda, comprese le pandemie. Spiega La Stampa:

In queste settimane di Covid è stato lo strumento più utilizzato dalle imprese. La cassa integrazione straordinaria, finanziata da aziende, lavoratori e ministero del lavoro, prevede procedure più lunghe dell’ordinaria e un piano aziendale di rientro dalla situazione di crisi. Il terzo tipo di cassa è quello in deroga, concesso quando aziende e lavoratori hanno esaurito il ricorso alle altre due ed è finanziata interamente dallo Stato. In questo periodo di pandemia accedono alla cassa in deroga le aziende con meno di 6 dipendenti che non hanno copertura dagli altri ammortizzatori sociali.

Ma l’arcipelago degli istituti di sostegno al reddito non è finito qui. C’è un Fondo di integrazione salariale previsto per le imprese commerciali, che non usufruiscono della cassa integrazione, e costituito dai versamenti di imprese (due terzi della cifra) e lavoratori (il restante terzo). Ci sono poi altri due istituti: il Fondo di solidarietà previsto dal job’s act per particolari categorie di lavoratori (marittimi, dipendenti delle poste, del trasporto aereo, bancari) e i Fondi di solidarietà bilaterali alternativi, uno per gli artigiani (Fsba) e uno per i lavoratori interinali (Forma Temp). Infine c’è un ammortizzatore sociale previsto per chi ha perso il lavoro e ha versato i contributi durante l’attività lavorativa. E’ la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) che garantisce per un massimo di due anni l’80 per cento dell’ultima retribuzione con un tetto massimo di 1220 euro lordi al mese. Un limite simile a quello previsto dagli altri sussidi.

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Cassa integrazione: cosa cambia (La Stampa, 16 giugno 2020)

La riforma dell’ammortizzatore unico passa inevitabilmente attraverso la semplificazione dei sistemi di contribuzione di lavoratori e imprese (oggi diversi a un istituto all’altro e legati alle dimensioni delle imprese). La semplificazione dovrebbe portare con sé anche controlli più facili sulle frodi di chi tenta di intascare sussidi cui in realtà non ha diritto.

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