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Amanda Hansson: la ragazza cacciata dal bus perché troppo svestita

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Amanda Hansson

Lei si chiama Amanda Hansson e ha raccontato di essere stata cacciata da un autobus a Malmoe in Svezia perché l’autista le ha detto che era troppo svestita per salirci, facendo appello a regolamenti a quanto pare inesistenti. Racconta il Corriere della Sera in un articolo a firma di Luigi Offeddu:

«Era una giornata molto calda — ha raccontato su Facebook — e avevo adattato il mio abbigliamento alla temperatura: indossavo un paio di pantaloncini e un top con il fiocco annodato lì davanti. Porgo il biglietto, l’autista mi ferma. “Non puoi vestirti così sui nostri autobus. È la regola della compagnia. Ti mostri troppo…Prima ricopriti, poi torna”. Scendo furiosa, voglio solo urlare e piangere. In tutta la mia vita non mi sono mai sentita così umiliata».

Amanda Hansson 1

Il caso riempie i media svedesi. La compagnia degli autobus si è scusata con Amanda, «non abbiamo alcun regolamento che imponga ai passeggeri come vestirsi», e per ora ha sospeso l’autista, che «non ha agito per motivi culturali e religiosi». Non si conoscono il suo nome, l’etnia, l’eventuale fede. Pare che sia un dipendente fidato, vent’anni di servizio senza richiami. Dovrà sottoporsi a un corso di «riaddestramento».

Amanda Hansson 2

Sul bus della linea 3 c’erano anche molti immigrati musulmani: alcuni, ha raccontato poi Amanda, avrebbero solidarizzato con lei.

Ma quello dell’autobus, sarebbe un caso asé. Protesta Sara Mohammad, musulmana, presidente dell’Associazione femminista per la difesa del corpo delle donne: «Nessuno, né un autista, né un marito,un padre o un fratello, può dirci come vestirci. Il nostro corpo è nostro, ci mancherebbe». Sul Web, grandinano commenti quasi tutti al vetriolo: «Quell’autista — chiosa un tizio che si firma “Beretta” — ha applicato la sharia (legge islamica, ndr),è terribile».

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