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Perché oggi Roma è più sporca del solito

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La già problematica gestione della raccolta dei rifiuti a Roma è diventata ancora più difficile da ieri. I romani lo hanno notato subito. In alcune zone della città AMA e il servizio di raccolta non passano da quasi una settimana. E i risultati sono come sempre sotto gli occhi (e il naso) di tutti. È emergenza? In attesa di scoprirlo molti cittadini denunciano sui social come in diversi municipi della capitale la raccolta dei rifiuti sia ferma mentre la quantità di rifiuti ammassata sopra e accanto ai cassonetti continua ad aumentare.

Qual è il nuovo problema della raccolta dei rifiuti a Roma

Alla situazione già di per sé delicata si è andato ad aggiungere lo scontro tra AMA e la Cooperativa 29 Giugno che ha il compito di effettuare – con mezzi e operatori propri – la raccolta di cartoni, plastica, vetro, alluminio e organico (il cosiddetto “umido”). La 29 giugno si è aggiudicata l’appalto nel 2014. Il contratto è scaduto 30 ottobre 2017 e il servizio avrebbe dovuto terminare a fine ottobre visto che la nuova gara è stata aggiudicata a quattro aziende (ma non alla 29 Giugno). AMA – la municipalizzata dei rifiuti – ha però deciso di sospendere l’accordo con la 29 giugno fino all’entrata in vigore del nuovo contratto di servizio. Gettando nel caos le utenze commerciali e non domestiche del I, II, III e XV Municipio. Diecimila utenze tra negozi, bar, ristoranti, ospedali e altri esercizi commerciali che non potranno usufruire del servizio che fino a due giorni fa era affidato con l’appalto esterno alla 29 giugno.

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Il motivo? Secondo AMA sono i «continui e gravi disservizi da parte della cooperativa» contestando «penali per circa 3 milioni di euro». Da parte sua la 29 giugno ribatte ricordando che vanta un credito con AMA pari a 3,8 milioni di euro per servizi resi e mai pagati. E proprio a causa dei mancati pagamenti i dipendenti della cooperativa sono senza stipendio da due mesi. Proprio sull’entità dei debiti della municipalizzata tra AMA e la 29 giugno è in atto un contenzioso legale. La Cooperativa vanta un credito complessivo con AMA che ammonta a 30 milioni di euro. C’è poi un contenzioso sulle riserve, ovvero il lavoro maggiorato, dopo la scoperta (successiva all’aggiudicazione dell’appalto nel 2015) che il servizio era superiore a quanto stabilito dal bando.  Da ieri circa 300 operatori della 29 giugno non sono più in servizio sostituiti in teoria dai dipendenti di AMA costretti quotidianamente a fare i salti mortali. Quando gli operatori della Cooperativa sono andati in discarica a conferire il materiale raccolto gli è stato detto che non avrebbero più potuto farlo in futuro.

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Il servizio dovrebbe essere quindi garantito da AMA e si andrà ad aggiungere all’ordinaria – e difficoltosa – amministrazione della raccolta dei rifiuti. AMA minimizza e spiega che le utenze servite dalla Cooperativa «Non raggiungono il 10% degli utenti di tutta Roma». Non calcola però l’effetto domino innescato dallo stop all’accordo con la 29 giugno visto che ora l’azienda dovrà occuparsi anche di questo carico aggiuntivo di lavoro. A complicare la cosa ci sono le assemblee sindacali dei lavoratori di AMA in vista dello sciopero del 22 ottobre.

L’assurda gestione del contenzioso con la Cooperativa 29 giugno

La Cooperativa aveva comunicato di essere disposta a garantire i servizi minimi essenziali, ciononostante AMA ha scelto di procedere con la risoluzione del contratto. Dopo la rescissione del contratto con la 29 giugno AMA ha chiesto la collaborazione dei commercianti «per un conferimento ordinato dei materiali differenziati» in attesa della partenza del nuovo servizio di raccolta tecnologico. Ma monta la protesta, perché gli esercenti pagano per un servizio che al momento (e fino a fine ottobre) non sarà effettuato come dovrebbe e si chiedono perché dovrebbero pagare per qualcosa che non c’è.

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Va da sé che la necessità di dover sopperire al servizio di raccolta che era effettuato dalla 29 giugno abbia avuto ripercussioni in altre parti della città dove la raccolta procede più a rilento del solito. AMA infatti sembra aver avuto delle difficoltà ad assorbire il maggior carico di lavoro. In certe zone della città AMA non passa ad esempio da giovedì, e non si vede come la situazione possa migliorare ora che si aggiunge anche il lavoro che avrebbe dovuto essere effettuato dalla cooperativa.

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Natale di Cola, segretario della Fp Cgil di Roma e Lazio attacca il modo in cui è stato deciso di gestire il contenzioso con la Cooperativa: «Il lavoro che svolgevano i circa 300 operatori con i mezzi della cooperativa graverà sui dipendenti di Ama che lo svolgeranno con i mezzi di Ama. Sarebbe bastato trovare un’altra soluzione per poche settimane». In effetti sapendo che la raccolta dei rifiuti già non funziona in condizioni “normali” (come dimostrano i tweet riportati nell’articolo) il contenzioso con la Cooperativa 29 giugno poteva essere gestito diversamente per evitare di creare ulteriori disagi alla cittadinanza, tanto più che il contratto sarebbe terminato a fine mese.

Foto copertina credits Fabio Salamida via Facebook.com

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