Economia

Alitalia, Salvini e il miliardo e mezzo sparito

Il Capitano all’attacco del governo. Intanto il Fatto scrive che il piano industriale lo scrive Roberto Scaramella

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Il Sole 24 Ore pubblica oggi una lettera di Matteo Salvini su Alitalia in cui il segretario della Lega sostiene che sia sparito un miliardo e mezzo. “Il governo Conte-Pd5Stelle-Renzi ha versato ad Alitalia circa 1 miliardo e mezzo ma non si sa che fine abbiano fatto i soldi, quanti siano stati già spesi e come”, evidenzia Salvini, secondo cui “per nascondere questa situazione imbarazzante, il governo sta puntando tutto sulla costituzione della ‘New Company'”. Sulla NewCo “emergono forti dubbi, perché la Commissione europea darà via libera solo a condizioni stringenti dal punto di vista finanziario e strutturale. Eppure, ad oggi, è stato nuovamente rinviato il vertice interministeriale sul tema, mentre la compagnia continua a bruciare soldi lasciando dipendenti e cittadini senza risposte. A questo punto – sottolinea Salvini – è doveroso che i ministri competenti vengano urgentemente a riferire in Parlamento”. “Prima di parlare di NewCo, occorre ristrutturare l’azienda in amministrazione straordinaria, come richiesto dalla Lega anche durante il precedente governo, per allinearla ai requisiti dei regolamenti europei”, prosegue l’ex ministro. “Nel concreto: nuovi contratti con i fornitori, drastico taglio agli sprechi a partire dai subappalti, nuova e più efficiente programmazione delle rotte e dei servizi di manutenzione”.

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Intanto il Fatto Quotidiano aggiunge che a scrivere il piano industriale è Roberto Scaramella, che era in corsa per fare l’ad di Alitalia ai tempi di Etihad e che ha scritto per Ferrovie dello Stato il piano del 2019.

Evidentemente per Alitalia non si può fare a meno del dottor Scaramella: fratello del Mario che qualcuno ricorderà nell’affaire Mitrokhin bazzica il settore aereo dal 2010. Il suo primo contatto fu con la sfortunata Meridiana: divenuto manager di riferimento del gruppo Akfed dell ’Aga Khan, ascenderà anche al ruolo di amministratore delegato della compagnia sarda e di Air Italy in anni non propriamente felici dal punto di vista dei bilanci (ma lui ha sostenuto che “sotto la mia gestione si è registrato il record storico di profittabilità”). Il rapporto si
interrompe a novembre 2014: i maligni scrissero che il principe gli aveva dato in benservito (forse non gli piaceva il record di profittabilità), il nostro racconta di essersi dimesso per
contrasti con la proprietà che non voleva investire.

FORTUNA che Roberto Scaramella è uomo dai mille rapporti. Così ce lo ha raccontato sul Fa t t o Daniele Martini un anno fa: “È stato a lungo molto legato all ’ex ministro Angelino Alfano, mentre il suo miglior amico tra i giudici è Luca Palamara”, col quale “ha condiviso molte cene a Punta Aldia, la località sul mare a sud di Olbia dove amava risiedere d’estate in una villa pagata dalla compagnia Meridiana di cui era manager”. Fatto sta che il governo di Matteo Renzi lo nomina nel 2016 a capo dell’Enav, la società pubblica che garantisce i servizi all ’aviazione civile. Ci resta due anni, poi passa a Oliver Wyman e dal 2019 redige ben pagati piani industriali per Alitalia a getto continuo. Forse stavolta, contraddicendo il noto adagio, fare la stessa cosa produrrà esiti diversi. Hai visto mai?

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