Economia

Ryanair e il piano per Alitalia

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Anche Ryanair ha un piano per Alitalia. Michael O’Leary, padre-padrone della più grande low cost d’Europa, rilascia oggi un’intervista a Leonard Berberi sul Corriere della Sera per spiegare la sua strategia, premettendo che ha avuto appuntamenti con i commissari di Alitalia per illustrarla: secondo lui una collaborazione potrebbe partire dalle rotte dagli aeroporti secondari d’Italia e del Vecchio continente portando i clienti a Roma per farli imbarcare sugli aerei di Alitalia, che così potrebbe concentrarsi sui voli intercontinentali ed europei. O’ Leary però non ha intenzione di comprare via della Magliana «perché siamo la compagnia numero uno nel Paese e loro sono la seconda: l’Antitrust europea ci fermerebbe».

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I conti di Alitalia (Il Sole 24 Ore, 30 aprile 2019)

Vi offrite di aiutarli dall’esterno, però investite in Italia, anche se a ritmi inferiori.
«È normale rallentare con volumi così alti. Per il 2020 sul mercato italiano trasporteremo 42 milioni di persone, il doppio di Alitalia».

Investendo dove?
«Negli scali dove operiamo da tempo come Bergamo, aumentando l’offerta a Malpensa, in Sicilia, in Puglia, a Fiumicino. Vorremmo allargarci anche a Ciampino, ma ci sono delle limitazioni. Se solo l’Italia avesse meno tasse…».

Per esempio?
«L’addizionale comunale penalizza la crescita: 6,5 euro da sborsare per ogni passeggero che decolla dagli scali italiani (7,5 euro da Fiumicino e Ciampino, ndr) sono troppi».

E in effetti è un peccato che O’Leary non abbia intenzione di tentare l’acquisto di Alitalia. Perché sarebbe spettacolare vedere la trattativa con i sindacati. La colonna sonora ideale sarebbe quella di un film western di Sergio Leone.

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