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Yasser Tayeb: il pizzaiolo siriano e il suo ruolo nella storia di Greta e Vanessa

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Ieri abbiamo parlato dell’articolo del Fatto Quotidiano sull’informativa dei ROS che riguardava Greta Ramelli, che con Vanessa Marzullo è stata rapita e rilasciata nei giorni scorsi. Le intercettazioni risalgono all’aprile scorso, quando la ragazza era ancora in Italia, e costituiscono già di per sé una curiosità molto interessante: come mai la ragazza era ascoltata dai ROS da prima che fosse rapita in Siria? Da quanto si comprende, le ragazze erano intercettate perché entrate in contatto con un personaggio su cui le forze dell’ordine indagavano dopo il sequestro di Amedeo Ricucci, Elio Colavolpe, Andrea Vignali e della free-lance italo siriana Susan Dabous, finiti per dieci giorni in mano a un gruppo filo-qaedista dopo nemmeno 24 ore il loro arrivo in Siria. Oggi Mohamed Yasser Tayeb, che fa il pizzaiolo ad Anzola in Emilia, e che nell’informativa veniva indicato come militante islamista in quanto legato ad altri siriani impegnati in “attività di supporto a gruppi di combattenti operativi in Siria a fianco di milizie contraddistinte da ideologie jihadiste”, si difende. In due modi differenti, parlando con Fatto e Repubblica.

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La mappa del sequestro di Greta e Vanessa (La Repubblica, 16 gennaio 2015)

YASSER TAYEB, GRETA E VANESSA
Nell’articolo di Repubblica, a firma di Eleonora Capelli e Luigi Spezia, Yasser Tayeb, 47 anni, che su Facebook si definisce esponente della comunità araba siriana in Italia, racconta di essere andato dai carabinieri per sporgere querela contro chi lo accosta ai fondamentalisti. Tayeb dice di odiare il fondamentalismo e di considerare i terroristi di Parigi «diffamatori della sua religione»:

In effetti il Ros non ha trovato nulla su di lui, ma quello che racconta ora è il rapporto avuto con Vanessa e Greta. A lui si sarebbe rivolta Greta non per cercare contatti, ma solo «sostegno in Italia per la raccolta di aiuti». Sostegno che si è tradotto nella semplice autorizzazione all’uso del logo dell’Associazione della comunità araba siriana in Italia. «Sì, ricordo che Greta mi ha contattato per chiedermi sostegno alla loro missione — spiega Yasser con le lacrime agli occhi al tavolino di un bar, davanti alla sua pizzeria — che prevedeva di portare latte per bambini, medicinali e corsi di primo soccorso per i feriti in Siria».
Yasser sostiene di aver chiesto dove sarebbero andati a finire gli aiuti. «La ragazza ha risposto che sapevano già come dovevano effettuare la loro missione sul territorio — ricorda — nominando il nome di una brigata di ribelli siriani che avrebbe offerto loro protezione in caso di necessità.Una brigata di cui ignoravo totalmente l’esistenza,ma lei mi ha specificato che combatteva sotto la bandiera del Free Syrian Army e non certo quella dell’Isis».
Yasser racconta di essersi offerto «di fornire una lettera di raccomandazione in lingua araba per spiegare alla gente laggiù che si tratta di volontarie italiane e di dare tutto l’aiuto possibile».

La lettera poi sarebbe stata «scritta, firmata,ma mai consegnata, per disinteresse delle ragazze stesse». Il pizzaiolo siriano da 25 anni in Italia dice infatti di averla «consegnata ai carabinieri come parte della querela». La procura di Roma ieri pomeriggio ha «smentito categoricamente che il contenuto dell’informativa del Ros sia quello apparso ieri su alcuni quotidiani. L’interpretazione pubblicata è fuorviante: le due ragazze erano due cooperanti andate in Siria per scopi umanitari», dice la nota, riferendosi evidentemente al titolo del Fatto di ieri che tirava in ballo un presunto schieramento di Greta e Vanessa con i guerriglieri.
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L’ALTRA INTERVISTA DI YASSER TAYEB
Un’altra persona citata nell’informativa è Nabil Al Mureden, chirurgo di Budrio in pensione, presidente nazionale della Comunità araba siriana in Italia. È Amedeo Ricucci, il giornalista Rai rapito per 11 giorni in Siria nel 2013 con altri colleghi, a tracciarne il ritratto con l’agenzia di stampa ANSA: «Benestante, medico e amico di Gianni Morandi, con il quale corre anche le maratone, persona gaudente dai modi raffinati con cui ho mangiato e bevuto e che veste abiti firmati: insomma, non ha nulla del fondamentalista islamico». E anche Maher, il terzo siriano bolognese di cui tratta il Ros, per Ricucci «è un bravissimo ragazzo, è stato mio interprete in Siria ed è stato rapito con me, picchiato e poi liberato». La sua famiglia e’ impegnata con il Free Syrian Army, appunto, «prodotto della rivolta siriana contro il regime di Assad e combatte l’Isis in una guerra in cui il Free Syrian Army conta molti morti”. In ogni caso, sulle frequentazioni di questi tre e altri siriani in Italia il Ros aveva attivato la propria attenzione ed evidentemente stava gia’ vagliando i contatti delle cooperanti, prima della loro partenza. Da parte degli inquirenti bolognesi comunque non risultano fascicoli di indagine su una rete nel territorio: «Roma non ci ha comunicato nulla. Non abbiamo indagini aperte sulla vicenda», ha confermato il procuratore capo Roberto Alfonso. Tuttavia sul Fatto di oggi Angela Camuso, che aveva firmato l’articolo sull’informativa dei ROS, sente lo stesso Yasser Tayeb, e i toni della discussione sembrano molto diversi.

Lei ha rapporti con l’Esercito Libero?
Assolutamente no.
Sapendo che dovevano organizzare quei corsi per i combattenti, perché si attivò per far avere una lettera di raccomandazione del dottor Nabil Almureden?
Nabil è presidente nazionale dell’Associazione Italia-Siria e fece la lettera di raccomandazione ma non fu mai consegnata. C’era scritto semplicemente che le ragazze erano volontarie e che andava dato l’aiuto necessario.

Nell’informativa dei ROS però la richiesta di proseguire le attività di intercettazione nasce proprio dal sospetto, secondo i carabinieri, che Yasser Tayeb sarebbe considerato uno dei contatti di Alham doosh Maher, il quale supporterebbe i gruppi jihadisti in Siria. In più, nell’articolo si racconta di una telefonata tra Yasser e una certa Titti a proposito di uno status pubblicato su Facebook nel quale la seconda chiedeva al primo di cancellare la notizia che Greta e Vanessa erano state rapite. Nell’informativa si scrive che la telefonata ha avuto luogo il 5 agosto alle 23, mentre il lancio d’agenzia ANSA che annunciava il rapimento di Greta e Vanessa è uscito il giorno dopo nel pomeriggio.