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La storia della motosega che ha causato l’esplosione a Catania

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Ieri si è verificato un incidente a Catania nella casa di Giuseppe Longo, che viveva da solo in un’abitazione chiamata Fortino con due entrate, da via Garibaldi e da via Sacchero. Sono morte tre persone: due vigili del fuoco, Giorgio Grammatico e Dario Ambiamonte, deceduti all’ospedale “Vittorio Emanuele”, e il settantenne Longo, proprietario di una piccola officina per bici, il cui corpo è stato carbonizzato e dilaniato dallo scoppio.

La storia della motosega usata dai vigili del fuoco a Catania (è una bufala)

Dalla sua bottega con annessa abitazione, dove viveva da solo, si è sprigionata la fuga di gas che ha provocato la deflagrazione. Due i feriti gravi e in prognosi riservata all’ospedale “Garibaldi”: hanno riportato l’uno un trauma cranico, l’altro un trauma polmonare; quest’ultimo è il più grave ed è stato ricoverato alla rianimazione. Il punto è: cosa ha provocato lo scoppio? Secondo la prima ricostruzione circolata ieri subito dopo i fatti, i vicini hanno segnalato il forte odore di gas e sul posto si è recata una squadra di vigili del fuoco composta da cinque persone. I pompieri avrebbero utilizzato una motosega per tagliare il catenaccio e quando l’attrezzo ha toccato la catena si sarebbe verificata l’esplosione che ha investito in pieno quattro vigili del fuoco.

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La procura ha aperto un’inchiesta per accertare i fatti. C’è però da dire che la questione della motosega è stata intanto smentita dai vigili del fuoco. La squadra, con 5 uomini in servizio, era arrivata su segnalazione di una fuga di gas di un vicino, che ha poi avrebbe detto di avere visto un pompiere con una motosega in mano. Ma anche se l’avesse usata non è detto che le scintille abbiamo causato l’esplosione perché è stata dall’interno verso l’esterno. E’ più probabile che la causa sia da ricercare dentro la casa dopo la squadra mobile ha trovato e sequestrato tre bombole di gas Gpl.

La smentita dei vigili del fuoco 

Andrea Platania, 65 anni, da cinque in pensione dopo 40 al lavoro da caposquadra dei vigili del fuoco a Catania,  ha escluso in un colloquio con l’agenzia di stampa ANSA la possibilità: “Non esiste, non è possibile, perché era una squadra preparata e ogni vigile del fuoco sa che non si usa in questi casi. Lo hanno visto prendere la motosega e hanno fantasticato, è tutto un film di fantascienza che qualcuno ha costruito”. E ancora: “È pazzesco, da querela – aggiunge mentre con altri colleghi aspetta notizie sui due pompieri ricoverati all’ospedale Garibaldi – hanno visto prendere la motosega e hanno pensato che l’abbia poi usata, mentre in realtà la stava semplicemente spostando. I colleghi stavano utilizzando l’esplosimetro, un apparecchio che serve a misurare la percentuale di rischio esplosioni, quando c’è stata la deflagrazione da dentro verso fuori. Sono stati vittime innocenti e incolpevoli di quello che è accaduto dentro la palazzina”.

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Anche i vigili del fuoco smentiscono l’accaduto in una nota e forniscono la loro ricostruzione: la squadra di cinque uomini, dotati di esplosimetro, si è avvicinata all’ingresso dell’attività e, constatando la presenza del titolare all’interno, si apprestava ad entrare, quando veniva investita dall’esplosione. Con riferimento alle notizie apparse su alcuni organi di stampa, i vigili del fuoco precisano “che non emergono al momento elementi che indichino un innesco provocato dall’esterno per l’uso di attrezzature da parte dei vigili del fuoco. Sono in corso gli accertamenti per stabilire la dinamica dell’evento”.