Economia

«Una dracma svalutata schianterebbe l'economia»

Michael Spence, premio Nobel per l’Economia, dice a Repubblica – al contrario di Daniel Gros – che una dracma svalutata del 50% schianterebbe l’economia greca:

«Atene sopravvive oggi solo grazie alla Troika e la prima vittima della Grexit sarebbe la Grecia stessa. Non vedo la possibilità che il Paese possa farcela in una condizione di isolamento totale dal resto d’Europa, con l’economia a pezzi e un debito gigantesco da restituire, a questo punto non si sa più come. La solidarietà europea già fatica a manifestarsi adesso, figuriamoci dopo un divorzio che non potrà essere che traumatico. La reintroduzione della dracma porterebbe ad una svalutazione che il Fmi calcola nel 50%, qualcuno più ottimista nel 40, ma insomma di dimensioni tali da sfiancare qualsiasi economia anche molto più solida.
Paradossalmente l’export, che di regola è l’unico settore a trarre vantaggio da una svalutazione, nel caso greco quasi non esiste per l’esiguità dell’apparato manifatturiero a differenza dell’Italia e anche della Spagna e del Portogallo. Le possibilità che il ritorno alla dracma possa avere qualche pur minimo risvolto positivo secondo me sono molto esigue. Le conseguenze sarebbero pesanti anche dal punto di vista politico interno, con Tsipras e i suoi ministri che finirebbero inevitabilmente sotto accusa per non aver saputo trattare efficacemente e non aver mantenuto la promessa elettorale di restare nell’euro pur attenuando la morsa dell’austerity che tanta sofferenza provoca. Peggio, il premier verrebbe anche incolpato di aver dissipato i germogli di ripresa che il Paese respirava nel 2014 quando addirittura la Grecia si era riaffacciata sul mercato dei capitali».