Economia

Tutti i supermercati di Chiara Appendino

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In campagna elettorale Chiara era stata chiarissima: niente supermercati, megastore e così via a deturpare Torino. La Appendino in campagna elettorale si era impegnata a non utilizzare gli oneri urbanistici per finanziare la spesa corrente e successivamente il consiglio comunale aveva votato una delibera poi ritirata. Ieri il Corriere Torino ci ha messo a parte della realtà dei fatti: in un anno e mezzo la giunta della sindaca Chiara Appendino ha autorizzato 11 ipermercati. E non è finita: in arrivo ce ne sono altri 7, tra cui il nuovo Esselunga di corso Bramante, nell’area lasciata libera dall’ex filiale Fiat. L’equivalente di un assegno da 10 milioni di euro, ossigeno per le ansimanti casse del Comune.

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Il confronto tra Appendino e Fassino sui megastore (Corriere della Sera, 26 novembre 2017)

Il conto dell’«urbanistica che porta soldi», come l’ha definita lo stesso vicesindaco Montanari, vale complessivamente 44 milioni di euro. E la maggior parte — circa 32 milioni — arrivano dalla costruzione di 14 nuovi super, iper e megastore. L’elenco è lungo e comprende veri e propri colossi: dal Bricoman in corso Romania alla Coop in piazza Nizza, dall’Auchan sempre in corso Romania al Padiglione 5 del Lingotto trasformato in area commerciale alla nuova; per finire con la Coop in via Botticelli e il Mercatò nell’ex Scalo Vanchiglia. Supermercati «salva bilancio». Il confronto con Fassino è inquietante: 17 ne ha approvati la giunta vecchia in 5 anni, 18 ne ha in programma di approvare la giunta nuova.