Economia

Il Tribunale delle Acque: sì ai prelievi al lago di Bracciano

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Il Tribunale delle Acque ha emesso una sentenza che annulla l’ordinanza regionale del 28 luglio con la quale si prevedeva la cessazione delle captazioni dal lago di Bracciano dal 1 settembre. L’effetto della decisione è che si potrà continuare a captare dal lago mediamente 400 litri al secondo.

Il Tribunale delle Acque: sì ai prelievi al lago di Bracciano

Nel dettaglio il tribunale ha accolto la misura cautelare chiesta da Virginia Raggi in rappresentanza del Comune di Roma nella parte in cui dispone “di azzerare ogni prelievo dal 1 settembre” e di “limitarlo alla soglia massima di due moduli medi (200 litri al secondo) dal giorno 11 agosto al 31 agosto” nonché “di individuare la data del 10 agosto per la limitazione del prelievo a quattro moduli medi”. Il TSAP ha quindi mantenuto la riduzione del prelievo a 4 moduli medi consentendo così ad Acea Ato2 appunto di “prelevare 4 moduli medi in luogo degli 11 moduli medi previsti in concessione”.

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ACEA e il lago di Bracciano (Corriere della Sera, 28 luglio 2017)

La Regione, in ogni caso, potrà adottare altri provvedimenti se lo scenario dovesse mutare: “Sono fatti salvi – si legge ancora nella sentenza – gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione competente potrà adottare in materia, nel rispetto della propria autodeterminazione e tenuto anche conto delle situazioni di fatto, sempre nel rispetto della tutela della salute pubblica”. Contro l’ordinanza emessa dalla Regione il 28 luglio scorso la sindaca di Roma Virginia Raggi aveva presentato ricorso lo scorso 4 agosto.

La morte del lago di Bracciano

“Tagliando la corda della ghigliottina architettata ad arte da Acea e dalla Raggi”, dice il deputato del Partito Democratico Emiliano Minnucci, “il TSAP ha decretato la morte del Lago di Bracciano: noi, a differenza di Campidoglio e Piazzale Ostiense, non facciamo allarmismo, prendiamo solo atto della situazione che definire grave è un semplice eufemismo. Il disastro ambientale è ormai evidente e, per questo, i carnefici del nostro bacino devono farsene carico. Ora andremo avanti presentando ricorso a una sentenza vergognosa che, mi auguro venga stigmatizzata e contrastata anche dalle istituzioni locali e dal Presidente Zingaretti. In quest’ottica, dunque, auspico l’intervento di tutti i soggetti interessati alla questione, a partire dal Governo, dalla Regione e dal Parco Bracciano Martignano, con provvedimenti ad hoc che vadano oltre il semplice ricorso: non possiamo accettare che gli ipotetici disagi idrici paventati dalla coppia Raggi/Acea, siano prioritari rispetto alla morte di una risorsa ambientale come il Lago”.

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Il lago di Bracciano senza acqua (Corriere della Sera, 23 luglio 2017)

La riduzione della captazione è consistente. In media Acea, durante l’anno capta circa 1.200 litri al secondo dal lago di Bracciano. Ora questa quantita’ viene ridotta a solo 400 litri al secondo. Per il giudice ad essere prevalente e’ l’interesse diretto a “scongiurare il rischio di compromissione della salute pubblica, atteso che – si legge nella sentenza – si tratta di un danno certo, imminente ed irreparabile”. Al contrario invece del danno ambientale “derivante dalla sola captazione dell’acqua da parte di Acea Ato 2, si appalesa incerto e non imminente”. Da qui la decisione di sospendere l’ordinanza della Regione nella parte in cui riduce a solo due moduli la captazione da parte di Acea e di fermarla entro il primo settembre. Acea potra’ dunque continuare ad emungere dal lago una quantitativo pari a circa 400 litri al secondo, e questo indipendentemente dai livelli del lago, o dai limiti imposti dalla precedente concessione che imponeva di rispettare le oscillazioni naturali del bacino lacustre. Il giudice ha ritenuto che la quantita’ di acqua concessa sia al limite del fabbisogno minimo indicato dalla stessa Acea a mantenere in attività i servizi essenziali che sarebbe pari a circa 500 litri al secondo. Nel frattempo, e nonostante la riduzione dei consumi, il livello del lago di Bracciano, continua a scendere. Oggi le aste idrometriche del Parco Regionale misurano meno 174 centimetri. Si tratta di un livello record. Nei prossimi giorni e fino alla ripresa delle piogge il lago continuerà a scendere per effetto non solo della captazione, ma anche della evaporazione che in questo periodo dell’anno è al suo massimo livello. A fine stagione il livello sara’ sceso presumibilmente intorno alla quota di meno 200 centimetri. A quel punto secondo le rilevazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche, oltre un quinto della sua capacità di auto-rinnovamento sara’ definitivamente compromessa. Gia’ oggi in molte aree emergono fondali e con loro gli habitat necessari alla ossigenazione delle acque. Gli effetti dell’abbassamento delle acque sono ovunque macroscopici ed evidenti.

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