Economia

Tragedia a Mezzogiorno

Il Pil del sud dal 2000 è cresciuto del 13% la metà della Grecia, che con il suo 24% fa meglio anche dell’intero Paese fermo a +20,6%, il Pil è in calo per il settimo anno consecutivo, una persona su tre è a rischio povertà contro il 18% di media nazionale, il divario del Pil pro capite con il Centro-Nord è al massimo dal 2000 con il 53,7% e il numero di occupati è sceso a 5,8 milioni, il più basso dal 1977 ma solo perché questo è l’inizio delle serie storiche. Sembra quasi di leggere un bollettino di guerra che può trasformare la crisi ciclica “in un sottosviluppo permanente con rischio di desertificazione industriale”. A questo si aggiunge anche la mancanza di prospettive: il numero di nati è il più basso nella storia dell’Italia unita e, complici le migrazioni interne, è in arrivo uno “tsunami demografico” che porterà la popolazione a calare di 4,2 milioni nei prossimi 50 anni se non ci sarà un’inversione di tendenza. Non è certo con parole azzardate quindi che lo Svimez descrive di un paese “diviso e diseguale” con un Sud “alla deriva”. Altri numeri di una crisi sotto gli occhi di tutti ma per cui non si trovano soluzioni sono quelli di una giovane donne ogni cinque con un lavoro o il 62% dei meridionali che guadagna meno di 12 mila euro l’anno ma anche un settore industriale che dal 2008 ha perso il 35% e i consumi delle famiglie calati del 13%. Per quello che riguarda i giovani addirittura si parla di “una frattura senza paragoni in Europa” con gli under 34 al lavoro calati di oltre il 30% dal 2008. Situazione che convince che studiare non paga più o a emigrare. I dati del rapporto Svimez in questa infografica della Stampa:

tragedia mezzogiorno
L’infografica della Stampa sui dati SVIMEZ

Leggi sull’argomento: La desertificazione progressiva del Sud