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Takanori Fukushima, il presunto tumore del Papa e il complotto delle foto ritoccate

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La notizia del tumore al cervello benigno diagnosticato a Papa Francesco è stata furiosamente smentita dal Vaticano. E si torna così a parlare di complotti a San Pietro, visto che la visita di Takanori Fukushima, luminare della neurochirurgia che sarebbe avvenuta a gennaio secondo quanto descritto dal Quotidiano Nazionale non ci sarebbe mai stata.  L’Osservatore Romano grida al complotto, o meglio, “all’intento manipolatorio del polverone sollevato” guarda caso a quattro giorni dalla fine di un delicato Sinodo. Mentre serpeggia l’idea che possa trattarsi di una manovra di sabotaggio messa in piedi dai cardinali “conservatori”, avversi ad un Papa tanto “progressista”. Intanto però si discute di due circostanze emerse nella giornata di ieri. La prima è l’indagine della procura di Salerno nei confronti di Fukushima perché, secondo l’accusa, avrebbe chiesto soldi per saltare le liste d’attesa in sala operatoria. La seconda è la pubblicazione, nel blog del neurochirurgo, di foto che lo ritraggono in compagnia del pontefice. Fote che sarebbero però state ritoccate.

Takanori Fukushima, il Papa e il complotto delle foto ritoccate

Prima di tutto l’indagine.  Il neurochirurgo Takanori Fukushima, tra i consulenti della clinica pisana che, secondo l’articolo del Quotidiano Nazionale, smentito dalla Santa Sede, avrebbe visitato Papa Francesco, è coinvolto in un’inchiesta della Procura di Salerno su un presunto giro di mazzette e liste d’attesa modificate. Le indagini sono state avviate lo scorso mese di maggio dopo la denuncia presentata ai carabinieri dal parente di una paziente ricoverata all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Il medico, secondo le indagini, avrebbe chiesto denaro a pazienti per dimezzare i tempi di attesa per le operazioni. Oltre al medico giapponese, sono indagati il primario Luciano Brigante, accusato di concussione, il direttore di neuroscienze, Renato Saponiero, e il neurochirurgo Gaetano Liberti della clinica “San Rossore” di Pisa. Ma la circostanza più curiosa è il taroccamento delle fotografie presenti sul blog del neurochirurgo. Sotto accusa è questo scatto che ritrae il Fukushima che stringe la mano a Papa Francesco in quello che sembra un colloquio privato tra i due, senza nessuno intorno.

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La foto di Takanori Fukushima sul suo blog accusata di taroccamento

Scrive però l’agenzia di stampa ANSA: «Ma a vedere le immagini ufficiali sul sito dell’Osservatore Romano la realtà è ben altra: Fukushima è circondato da decine di fedeli che stringono la mano al Papa, tutti in fila dietro la consueta transenna foderata di stoffa. Certo è che il chirurgo quel giorno era all’udienza del Papa, anche in una posizione privilegiata rispetto ai 30 mila fedeli presenti, ma insieme a tante altre persone e non certo in un incontro a due». Gli scatti confrontati non sono evidentemente autentici, ma l’idea è che le persone sullo sfondo siano state eliminate con Photoshop o un altro programma di fotoritocco per suggerire l’idea che l’incontro tra i due era privato.
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La foto considerata autentica dall’ANSA dell’incontro tra Takanori Fukushima e Papa Francesco

Fukushima è un luminare del tumore al cervello e un innovatore (a lui si deve la ‘keyhole’, tecnica mini-invasiva nella craniotomia) che gira il mondo tra Giappone, Italia e Cina per tornare sempre al quartier generale americano della Duke University a Raleigh, nella Carolina del Nord, dove è un seguitissimo professore di neurochirurgia. Malgrado i suoi 73 anni, Fukushima, figlio del sommo sacerdote del santuario Meiji di Tokyo dedicato all’imperatore Mutsuhito, il modernizzatore del Giappone, opera alla media di 600 interventi all’anno, con un ritmo da stakanovista. “Ho dedicato me stesso a fare il massimo per assicurarmi di poter salvare il maggior numero di pazienti”, è la missione descritta sul sito web personale (http://takanorifukushima.com) supportata dalla serie impressionante di numeri, come gli oltre 16.000 casi di delicate operazioni alla base cranica (“un record mondiale”, lo definisce) di cui è forse il massimo esperto. Sul suo sito internet si raccontano due viaggi a Roma. Il primo è avvenuto il primo ottobre 2014 per un evento speciale durante il quale ha incontrato papa Francesco. Ci sono anche delle foto della stretta di mano in piazza San Pietro. Il secondo è stato il 28 gennaio 2015, quando il chirurgo è arrivato in Vaticano conl’elicottero della clinica. È stato ospitato in un convento e ha incontrato alcuni arcivescovi e il cardinale Angelo Comastri. Non è chiaro come mai abbia usato l’elicottero ma non risulta abbia fatto visite mediche o visto le immagini di esami clinici. Ieri sera dal Carolina neuroscience institute, l’amministratrice dello studio di Fukushima, Lori Radcliffe, ha aggiunto: «Il professore non ha visitato con fini medici o curato il Papa. La notizia è assolutamente falsa».

Takanori Fukushima: il servizio di Michela Galluppa sul canale dell’Agenzia Giornalistica Televisiva Italiana

I soliti corvi contro il Papa

Inutile dire che la storia del tumore benigno ha scatenato i retroscenisti a caccia del compotto dei corvi contro il Papa. Massimo Franco sul Corriere della Sera riassume i sospetti:

Qualcuno ha visto con sospetto la tempistica della confessione del teologo polacco Charamsa a proposito della propria omosessualità proprio alla vigilia del Sinodo, con tanto di «lancio» del suo libro. E poi è spuntato il «giallo» della lettera dei cardinali conservatori contro Francesco. Ma quelle erano notizie vere, non assimilabili all’episodio di ieri, nel quale si è andati molto oltre. Anche per questo, attribuire quanto è accaduto nelle ultime settimane a un’unica regia significherebbe forzare un malessere più eterogeneo e diffuso. Questa storiaccia sembra costruita ad arte dai nemici di Jorge Mario Bergoglio per fargli sapere che è nel loro mirino, bersaglio di pallottole impastate con menzogne fangose. Probabilmente, chi l’ha architettata non sperava che la notizia potesse resistere a lungo a una verifica dei fatti.
Ma ha contato su un «effetto polverone»; e soprattutto sulla certezza di insinuare in qualcuno il dubbio che il Papa stia rompendo le incrostazioni più sporche del potere perché difetta di equilibrio; che agisca così perché è «malato», perché il suo cervello ha qualcosa che non funziona. È questo, il messaggio subliminale e inquietante che si è cercato di trasmettere. Riemergono così i fantasmi dell’ultima fase convulsa del papato di Benedetto XVI: quasi fossero una maledizione inscindibile dalla storia recente del Vaticano. Si ripropone un confronto, sebbene improprio, col caso di Dino Boffo, il direttore di Avvenire colpito attraverso il Giornale con false veline diffuse proprio da fonti vaticane per consumare vendette intestine.

E infine:

Colpisce che in Vaticano già ieri mattina quasi tutti avessero la convinzione di una «trappola». Il Papa, informato immediatamente, era caduto dalle nuvole e aveva sottoscritto la smentita «totale». Ma l’allarme era evidente: così palpabile che a qualcuno la reazione netta e ripetuta a colpi di comunicati è parsa perfino eccessiva. Come se tradisse una preoccupazione non tanto per le condizioni di salute di Francesco, quanto per i contraccolpi che queste false notizie possono avere su un Sinodo percorso da tensioni e contrasti difficili da governare e riportare a una sintesi: sebbene tutti scommettano su un finale nel quale l’adesione ai principi della dottrina verrà ribadita e confermata. Con l’avallo convinto del Papa.

I complotti sono come le ciliegie. Uno tira l’altro. In Vaticano non ci si annoia mai.

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