Economia

Tagli alle Regioni o alla sanità? Il dilemma (si fa per dire)

O i tagli alle Regioni o i tagli alla sanità. C’è una clausola ‘taglia-sanità, che si attiverà se le Regioni non troveranno un accordo per ripartire i 4 miliardi di spending review a loro carico, nella bozza della legge di Stabilità, che precisa che senza intesa, interverrà il governo «considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale». E a quanto pare è per colpa di questa clausola che governo ed enti locali stanno litigando anche se la bozza definitiva della Legge di Stabilità non è ancora comparsa all’orizzonte del governo delle slide. E dei comunicati di rottamazione via Facebook, come quello diramato poco fa.
renzi
TAGLI ALLE REGIONI O ALLA SANITÀ?
Non sembra essere dello stesso avviso bellicoso il ministro Padoan, che però tiene il punto: «Ci sono amplissimi margini per l’aumento dell’efficienza», hha detto il ministro dell’Economia a proposito dei tagli previsti dalla legge di stabilità per le Regioni ricordando il caso del costo delle siringhe in molti casi diverso al Nord e al Sud. Il sacrificio per i ministeri che hanno contribuito al ddl con tagli molto precisi è stato accolto, ha aggiunto, «nulla è stato imposto». Evidentemente la circostanza deve essere sfuggita a Chiamparino, che, da renziano, è tornato a criticare il governo. Nella legge di stabilità sono previsti tagli alle Regioni e molti temono che ciò significhi aumento delle tasse locali. «Se succederà? Puo’ darsi. Ma c’è sempre un appostamento di risorse a fronte di un aumento del prelievo e poi saranno i cittadini a giudicare». Padoan piuttosto è convinto che: «Il governo saprà dare stimoli giusti agli enti locali perché non aumentino le tasse, ma l’efficienza». L’impressione è che lo scontro con gli enti locali sia insanabile. Non male per uno che ha sempre magnificato il mestiere di sindaco.
 
Foto copertina: Airon90 via Wikipedia