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Contrordine: ora gli striscioni su Salvini non si rimuovono più (ma la Digos li filma)

lega striscione verona

La polizia cambia strada su Salvini in piazza. Stamattina uno striscione è stato esposto alla finestra di un palazzo all’ultimo piano a Verona, a pochi metri da Giardini Giusti dove era atteso il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per l’inaugurazione della sede della Cassa Depositi e Prestiti.  Sullo striscione c’era scritto: “Prima gli esseri umani e poi…i 49 milioni“.

Lo striscione di Salvini filmato dalla Digos

Lo striscione, accompagnato da una scritta “No Tav”, è stato filmato dalla Digos. Nessuno, però, è intervenuto a rimuoverlo come è successo nelle scorse settimane e stavolta non sono nemmeno entrati in azione i pompieri. Come mai? Questo è il risultato del cambio di strategia da parte della polizia annunciato oggi sul Corriere della Sera.

Ma esaminando quanto accaduto negli ultimi giorni ci si è resi conto che la rimozione delle scritte rischiava di trasformarsi in una vera e propria interferenza, anche perché si è avuta la sensazione che in alcuni casi la decisione del funzionario di polizia potesse essere stata presa proprio per compiacere il ministro. E così si è deciso, sia pur senza formalizzare al momento alcun atto, di richiamare i questori ad esaminare con attenzione la situazione che si crea durante i comizi e disporre la rimozione dello striscione soltanto quando causa un pericolo reale.

E dunque se si tratta di insulti al partito o alla persona va bene l’ordine di toglierlo, ma se invece si tratta di contestazione generica, meglio astenersi. Anche su questo Gabrielli era stato esplicito, e proprio questo è stato ribadito nelle ultime ore: «Quando si verificano situazioni di potenziale turbativa, spetta al funzionario in strada fare le valutazioni del caso ed evitare che possano provocare conseguenze».

Ecco quindi che siccome c’era chi stava notando che entrare nelle case per far rimuovere striscioni senza alcuna autorizzazione della magistratura stava diventando pericoloso, la polizia ha cambiato tattica.

E a Salerno? 

Intanto l’Adn Kronos ha raccontato cosa è successo a Salerno:

A raccontare quanto accaduto quel pomeriggio è Ennio Riviello, coordinatore di “Questa Lega è una vergogna”. “Eravamo a casa della signora che ci ha ospitato quando, mentre stavamo sistemando lo striscione, ci siamo ritrovati davanti due agenti della Digos”. Riviello, insieme ad un altro attivista, si trovava all’interno dell’abitazione di una signora che aveva dato la disponibilità all’apposizione dello striscione rosso e bianco recante la scritta “Questa Lega è una vergogna”.

“La discussione con i due agenti è durata oltre 20 minuti, fino a quando abbiamo deciso di rimuovere lo striscione nel mentre gli uomini della Digos ci hanno anche identificati, compresa la padrona di casa”. Ispirato da una frase di una canzone Pino Daniele, il coordinamento “Questa Lega è una vergogna” nasce in occasione della festa del Sud, poi annullata, della Lega a Campagna. Da allora il coordinamento raggruppa giovani antileghisti di Salerno e provincia. “Non ci fermeranno – annunciano – nessuna censura, nessuna rimozione di striscioni, nessun bavaglio. Questa Lega è una vergogna, diceva il nostro caro Pino, e noi lo diremo sempre con maggior voce”.

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