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Lo stipendio indecente di Bonanni

Per Raffaele Bonanni non c’è pace: l’addio alla Cisl ha infatti scoperto il vaso di Pandora su cui sedeva il dinosauro del sindacalismo italiano, e il Fatto, in un articolo a firma di Salvatore Cannavò, ci racconta come è salito il suo stipendio da quando è diventato leader unico del sindacato:

Il sindacalista, oggi senza incarichi pubblici, viene eletto segretario generale della Cisl nel 2006. Fino a quella data era segretario confederale e guadagnava meno di 80 mila euro lordi l’anno.75.223 nel 2003 ,77.349 nel 2004 e 79.054 nel 2005. Quando diventasegretario generale,secondo il regolamento interno alla Cisl, il suostipendio viene incrementatodel 30%. Quindi,secondo le regole interne,avrebbe dovuto guadagnare circa 100mila euro lordi annui. Nel 2006, la Cisl dichiara all’Inps una retribuzione lorda, ai fini contributivi,di 118.186 euro. Un po’più alta di quella previstama non di molto. Le stranezze devono giungere con gli anni seguenti. Nel 2007, infatti, la retribuzione complessiva dichiarata all’Inps è di 171.652 euro lordi annui. Che aumenta ancora nel 2008: 201.681 annui.L’evoluzione è spettacolare,gli incrementiretributivi di Bonannisono stati del 45% e poidel 17%. Ma la progressione continua: nel 2009 la retribuzione è di255.579 (+26%), nel2010 sale “di poco” a267.436 (+4%) mentre nel 2011 schizza a 336.260 con un aumento del 25%.

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A quel punto Bonanni fa domanda di pensione, giusto un attimo prima che la Fornero approvi la sua legge. E porta a casa oggi 3400 euro al mese netti. Un colpo perfetto.