Economia

Se il cibo italiano lo fanno gli stranieri

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Il cibo italiano parla sempre più straniero. Uno studio della Fondazione Leone Moressa su dati Istat pubblicato oggi da Repubblica ci dice oggi che la percentuale di imprenditori non italiani che producono i cibi più importanti del made in Italy è oggi in continua crescita, mentre calano gli italiani. Nell’articolo Vladimiro Polchi spiega:

I lavoratori immigrati nel settore agroalimentare sono ben 166 mila, cioè il 7,2% del totale degli occupati stranieri. Di questi, il 70% è impiegato nell’agricoltura, il restante 30% nelle industrie alimentari. Per capire meglio: mentre mediamente i lavoratori stranieri sono il 10,3% del totale degli occupati, nel settore agroalimentare rappresentano ben il 13,2% e raggiungono il 14,2% nel comparto agricolo. Non solo. Che questo settore sia un traino per l’occupazione degli immigrati lo prova anche la loro crescita negli ultimi 5 anni (+62,7%), mentre per gli italiani si assiste a un calo del 3%. Rimane però un dislivello di qualifiche. Gli stranieri infatti sono maggiormente impiegati in professioni di basso livello (il 64,4%): braccianti e addetti alla manutenzione del verde. La maggioranza degli italiani (55,4%) trova invece impiego in attività qualificate, come operai agricoli specializzati.
Non mancano casi particolari, che escono dalle statistiche. In Abruzzo, per esempio, il 90 per cento dei pastori è macedone. Senza di loro, dimentichiamoci il filetto sulle nostre tavole. In Val d’Aosta, a fare la fontina sono rimasti quasi solo gli immigrati. È la fatica dell’alpeggio: portare il bestiame sui pascoli in quota durante l’estate. Ebbene, nei trecento alpeggi della regione gli italiani sono meno del 10%. E ancora: in Emilia Romagna, tra gli addetti al Parmigiano Reggiano, uno su tre è indiano. Gli immigrati sono decisivi anche nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala a Caserta, del Brunello di Montalcino e dei vini doc della provincia di Cuneo. E la pesca? La vecchia kasbah di Mazara del Vallo è popolata da pescatori tunisini. Se si fermano loro, addio fritture di paranza.

In particolare, spiegano le tabelle, su 622mila imprenditori stranieri in italia 22mila lavorano nel settore alimentare, di cui 18mila nell’agricoltura e 4mila nell’industria. Su 2 milioni e 300mila occupati stranieri totali in Italia, 166mila lavorano nel settore agroalimentare, e di questi 115mila nell’industria.

mangi straniero
L’infografica di Repubblica sulle produzioni alimentari e la percentuale di stranieri al lavoro (28 aprile 2015)