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Gli scontri alla Casa Bianca tra poliziotti e manifestanti per la morte di George Floyd

La Guardia nazionale americana è intervenuta anche nella capitale Washington DC per proteggere la Casa Bianca circondata da centinaia di manifestanti violenti che hanno ingaggianti pesanti scontri con le forze delle polizia, protestando contro la morte di George Floyd

La Guardia nazionale americana è intervenuta anche nella capitale Washington DC per proteggere la Casa Bianca circondata da centinaia di manifestanti violenti che hanno ingaggianti pesanti scontri con le forze delle polizia, protestando contro la morte di George Floyd. I rivoltosi hanno dato alle fiamme alcuni bidoni dell’immondizia e hanno distrutto diverse vetrine dei negozi della capitale, riportano i media Usa. La agenzie federali hanno inoltre dichiarato che sul luogo erano presenti anche la polizia metropolitana, contraddicendo le dichiarazioni del presidente, Donald Trump, secondo cui la sindaca di Washington DC, Muriel Bowser, non aveva fatto intervenire gli agenti.

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La sindaca di Washington, la democratica Muriel Bowser, considera i tweet di Trump sugli scontri della scorsa notte davanti alla Casa Bianca”un attacco all’umanità, un attacco all’America dei neri”. “Fare un riferimento ai cani feroci è un modo poco sottile di ricordare agli afroamericani i segregazionisti che nel sud scatenavano i cani contro donne, bambini e innocenti”, ha detto la Bowser, che è afroamericana, citata dalla Cnn. Su Twitter, il presidente americano ha detto che se i dimostranti fossero riusciti a superare la cancellata della Casa Bianca “sarebbero stati accolti dai cani più feroci e dalle armi più minacciose che io abbia mai visto”. Donald Trump ha attaccato anche la Bowser dicendo che non avrebbe permesso alla polizia della capitale federale americana di intervenire contro i manifestanti. La sindaca ha ribattuto oggi che “in nessun momento il capo della polizia ha temuto di perdere il controllo delle proteste a Washington D.C.”

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