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Lo strano caso del ministro antimafia che toglie la scorta allo Chef Natale Giunta

Due giorni fa il Viminale ha comunicato allo chef della Prova del Cuoco che era stato avviato il procedimento per revocargli la scorta. Giunta – che vive sotto protezione dal 2012 dopo aver denunciato un tentativo di estorsione – ha puntato il dito direttamente contro Matteo Salvini

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Natale Giunta è uno chef siciliano che dal 2012 vive sotto scorta perché non solo si è rifiutato di pagare il pizzo ma anche “osato” denunciare i suoi estorsori facendoli arrestare e condannare. Giunta è anche un volto noto della televisione visto che è uno degli chef del programma Rai “La prova del cuoco” (condotto da quest’anno da Elisa Isoardi). Due giorni fa però Giunta ha ricevuto da parte dell’UCIS (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale) la notifica dell’ avvio del procedimento di revoca delle misure di protezione personale. Insomma gli tolgono la scorta.

Perché Natale Giunta ha la scorta e perché il Viminale gliela vuole togliere

Non è nemmeno la prima volta che lo Stato prova a levare la scorta allo chef Giunta. Inizialmente il dispositivo di protezione era valido per tutti gli spostamenti sul territorio italiano. Tre anni fa era stato limitato unicamente alla Sicilia (ma ad esempio nel 2017 Giunta aveva ricevuto una busta con dentro un proiettile). Cose a cui purtroppo Giunta è abituato, dopo la sua denuncia il suo locale venne danneggiato da ignoti e qualcuno gli fece trovare, a mò di ammonimento, delle taniche di benzina di fronte alle serrande del ristorante. Appena due mesi fa il cuoco di Termini Imerese aveva vinto un ricorso al TAR del Lazio che sospendeva la revoca della scorta stabilita con un provvedimento del Ministero dell’Interno nel luglio 2018 dopo sei anni. Il provvedimento era stato sospeso in via cautelare in attesa dell’esito del ricorso che ha dato ragione a Giunta rilevando che sussisteva tutt’ora un rischio concreto per l’incolumità personale dello chef.

La notizia del ritorno della scorta per il “cuoco coraggio” era stata data in diretta a la Prova del Cuoco da Elisa Isoardi durante la puntata del 25 marzo. Qualche mese prima, nell’ottobre 2018, Giunta su Facebook scriveva di aver ricevuto una chiamata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che lo ringraziava di quanto aveva fatto contro la Mafia.

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Eppure quando a Giunta era stata revocata la scorta Salvini era già al Viminale da un mese. E senza dubbio la nuova revoca – incomprensibile per gli avvocati dello chef che annunciano un nuovo ricorso – è avvenuta proprio mentre Salvini è ministro.

Per Giunta lo Stato sta giocando “a fare il duro con la vita degli altri”

Non sono ancora chiari i motivi della decisione della Prefettura di Palermo (i prefetti rispondono al Viminale) ma Giunta su Facebook pubblica un video di Lucignolo che racconta la sua storia chiedendo di raccontarla anche a Salvini (che come si è visto la conosce già).

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In un altro post si fa coraggio pubblicando una foto assieme al Capitano Ultimo scrivendo che la sua battaglia è quella contro un sistema malato e che i veri uomini combattono sempre.

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Ancora più duro un post del 10 giugno, data in cui gli è stata comunicata la decisione dell’UCIS, dove Giunta ha scritto:« Quando lo Stato gioca a fare il duro con la vita degli altri,dopo meno di 3 mesi dalla sentenza del TAR che definisce la mia situazione di grave pericolo. Oggi il Ministero riprova a togliermi la scorta. Bravo Ministro Matteo Salvini tu hai le palle con i tuoi 26 uomini di scorta»

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Impossibile non pensare alle minacce di Salvini a Roberto Saviano, proprio sulla scorta allo scrittore napoletano. E soprattutto agli annunci del ministro che all’indomani del 25 aprile aveva fatto sapere di avere intenzione di rivedere il sistema delle scorte dichiarando che «gli agenti non sono autisti». Giunta è titolare di una protezione di quarto livello di “tutela su auto non protetta” che prevede uno o due agenti a bordo di un’auto non blindata che lo seguono (solo in Sicilia). In attesa di chiarimenti – i legali hanno chiesto un’accesso agli atti – rimane il dubbio che Giunta sia un danno collaterale della guerra di Salvini alle scorte.

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