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Il focolaio COVID in ospedale a Rovigo e gli operatori sanitari no vax nello stesso reparto

A Rovigo si è sviluppato un focolaio di COVId nel reparto di geriatria dell’ospedale “Santa Maria della Misericordia”. Sono stati contagiati 20 pazienti su 30 e anche quattro operatori sanitari che hanno rifiutato di sottoporsi al vaccino sono risultati positivi

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A Rovigo si è sviluppato un focolaio Covid nel reparto di geriatria dell’ospedale “Santa Maria della Misericordia”. Sono stati contagiati 20 pazienti su 30 e anche quattro operatori sanitari che hanno rifiutato di sottoporsi al vaccino sono risultati positivi. C’è un nesso?

Il focolaio COVID in ospedale a Rovigo e gli operatori sanitari no vax nello stesso reparto

Roberto Burioni sui social ha denunciato la possibile correlazione: “Non possiamo consentire a pochi cavernicoli di mettere in pericolo in nome dell’egoismo e dell’ignoranza le persone che si affidano a loro per le cure. Una legge, subito”.

Come stanno le cose? Il commissario dell’Ulss5, Antonio Compostella, dopo aver premesso che non è dimostrato il nesso causale tra il rifiuto dei due al vaccini e i contagi in geriatria, ha sottolineato che “sarà valutato se ci sono elementi per una segnalazione dei due dipendenti, o comunque per un provvedimento”. In realtà i dissidenti al vaccino, come spiega Repubblica, sono quattro:

L’allarme in reparto si è diffuso qualche giorno fa, grazie al normale monitoraggio. Dopo i primi positivi l’Usl di Rovigo ha quindi avviato un ciclo di tamponi per definire il perimetro del focolaio, scoprendo che oltre agli ospiti erano infetti anche un infermiere e un operatore socio sanitario, entrambi no-vax. Da due ora sono diventati quattro, tutti “renitenti” alla vaccinazione. “Dopo l’ultimo screening i pazienti risultati positivi sono 22, tutti trasferiti in area medica Covid nella struttura di Trecenta o a Malattie Infettive a Rovigo. Al momento sono tutti asintomatici” spiega Compostella. “Positivi anche altri due operatori che avevano rifiutato il vaccino: in totale sono quindi quattro”.

Non è chiaro se il focolaio sia stato causato dalla loro positività o sia accaduto il contrario. Di certo un reparto di geriatria è frequentato da soggetti fragili. Che hanno diritto a essere tutelati venendo a contatto con personale vaccinato come ha ribadito anche Compostella: “Ritornando sull’argomento degli operatori sanitari che non avevano aderito alla campagna di vaccinazione  e che sono risultati positivi, voglio sottolineare come al centro del dibattito, a mio parere, ci siano i temi della sicurezza e della responsabilità, in particolare nei confronti dei soggetti fragili, quali sono i pazienti. Un operatore sanitario (medico, infermiere, Oss, tecnico) ha, ancora prima del dovere contrattuale, il dovere etico e deontologico di preoccuparsi della sicurezza di chi assiste. Pertanto, in questo contesto di pandemia Covid-19, avendo ora a disposizione il vaccino come strumento sicuro ed efficace per prevenirne il contagio e le sue conseguenze, vaccinarsi diventa un atto doveroso”.