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Ricetta elettronica: così la prescrizione diventa digitale

Dopodomani parte il nuovo sistema di ricette elettroniche. D’ora in poi, se il medico prescrive un farmaco rimborsabile, darà al paziente un tagliando che, presentato in tutte le farmacie, darà il diritto di ricevere la medicina pagando il ticket previsto nella propria regione di provenienza. La legge che manda in soffitta i blocchetti rossi del medico, ricorda la Federazione nazionale dei medici di famiglia Fimmg, è in realtà del dicembre 2015 e recepisce un decreto di più di tre anni fa. Dopo alcuni blocchi informatici, il sistema è dunque ora ai nastri di partenza: per prescrivere un farmaco, un accertamento o una visita, il medico si collegherà da ora in poi a un sistema informatico, lo stesso visibile al farmacista che ci consegnerà pillole o sciroppi. Ma ricetta elettronica non è ancora sinonimo di abolizione della carta. Per ora, infatti, riceveremo dal dottore un piccolo promemoria da consegnare al bancone della farmacia, che permetterà di recuperare la prescrizione anche in caso di malfunzionamenti del sistema o assenza di linea Internet. Ma quando il sistema andrà a regime anche questo foglietto sparirà, rendendo la procedura interamente ‘paperless’. Spiega il Corriere:
ricetta elettronica

Il digitale a dicembre dello scorso anno era in funzione nel 70% delle farmacie secondo Federfarma. Meglio organizzato è il Veneto (89%), in coda la Liguria (36%), ferme allo zero Bolzano e Calabria. Adesso si passa alla fase due, la ricetta rossa nazionale. La carta è destinata a scomparire del tutto, con i relativi costi, ma resta necessaria in caso di prescrizioni compilate durante visite a domicilio e per terapie particolari (stupefacenti, ossigeno). Nel 2017 oltre alle medicine saranno in rete le richieste di esami diagnostici, laboratorio e visite specialistiche. Se il cittadino non può andare a ritirare il promemoria elettronico, lo riceve con l’email purché sia attrezzato di stampante. È inoltre uno stop a furbetti, mercato nero e prescrizioni poco trasparenti. Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) e presidente dell’Ordine dei medici di Napoli nutre un unico timore: «In alcune Regioni non sono previsti meccanismi per l’autenticazione della nostra firma. È possibile entrare nel programma con la semplice password e nome utente. Dunque non c’è una blindatura. Si delinea un profilo di responsabilità per noi».

Tra i vantaggi della ricetta elettronica, rileva al contempo la Fimmg, ”il risparmio sulla stampa e distribuzione delle vecchie ricette rosse e il controllo sulla falsificazione delle ricette stesse o sugli abusi conseguenti il furto dei ricettari”. In questa prima fase di avvio, fino a fine 2017, sono, però, ancora esclusi dal nuovo metodo alcuni farmaci come gli stupefacenti, l’ossigeno, le prescrizioni per erogazione diretta in continuità assistenziale, i farmaci con piano terapeutico Aifa. La ricetta elettronica, in compenso, varrà in tutte le farmacie del territorio nazionale. Questo significa che i farmaci potranno essere ritirati anche fuori dalla regione di residenza e grazie al sistema tessera sanitaria le farmacie potranno applicare il ticket della regione di residenza dell’assistito. Starà poi alle stesse regioni scambiarsi le informazioni sui medicinali prescritti e, quindi, procedere ai relativi rimborsi compensativi. A partire dal primo marzo dovrebbe essere disponibile per tutte le farmacie il sistema di calcolo di ticket ed esenzioni della regione di provenienza di ogni cittadino. Nel frattempo, afferma la Fimmg, è già possibile usare le ricette in tutto il paese, vedendo applicati, in via transitoria, i criteri della regione in cui ci si trova.