Economia

Il reddito delle famiglie italiane dipende dai pensionati

reddito minimo regioni

Le famiglie italiane dipendono sempre più dalla ricchezza dei pensionati, il ceto medio si è assottigliato, le disuguaglianze sono aumentate. Sono alcuni dei punti emersi dall’ultima «Relazione annuale di Bankitalia» illustrati oggi da Enrico Marro sul Corriere della Sera.

Un primo paradosso che si osserva è che nonostante in quarant’anni ci sia stato un «aumento delle risorse umane disponibili», dovuto soprattutto all’incremento delle donne che lavorano (ma anche al flusso di immigrati) e nonostante i livelli di istruzione siano fortemente cresciuti, «la capacità del Paese di impiegarle in modo efficiente (queste risorse, ndr) ha progressivamente smesso di espandersi». E così «la produttività totale dei fattori, che approssima l’efficienza complessiva del sistema produttivo, ha rallentato da una crescita media annua dell’1,4% nel periodo 1974-1993 allo 0,3% nei vent’anni successivi». Di conseguenza, il reddito annuo medio netto pro capite da lavoro dipendente, dopo essere salito fino alla fine degli anni Ottanta, ha invertito la rotta ed è tornato al livello di fine anni Settanta.

A prezzi 2014, calcola Bankitalia, il picco fu toccato nel 1989 con circa 20 mila euro l’anno. Nel 2015 è sceso invece sotto i 17 mila. Un andamento sul quale ha pesato, dice la relazione, anche «la diffusione di forme di occupazione meno stabile», il precariato insomma. Nello stesso arco di tempo, i redditi netti dei pensionati sono invece raddoppiati, da 7 mila a oltre 13 mila euro l’anno. I lavoratori autonomi, come è logico, hanno avuto un andamento altalenante: con la recessione post 2007 sono tornati ai redditi di quarant’anni prima e solo ora si stanno riprendendo, con redditi medi netti di poco oltre i 19 mila euro l’anno. In generale, gli italiani hanno compensato gli effetti della crisi col vecchio e caro mattone.

reddito famiglie 1
reddito famiglie 2