Economia

Redditi, il bonus: più soldi in busta paga

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Nel menù della manovra 2020 ci saranno i 5 miliardi che consentiranno di alleggerire la pressione fiscale sulla busta paga e mettere soldi nelle tasche del lavoro dipendente con redditi medio-bassi. Si tratta in massima parte di quelli esclusi dal bonus Renzi. Resta il conto complessivo della prossima legge di Bilancio che arriva a 20 miliardi partendo dalla bozza di Nadef lasciata da Tria e considerando la nuova flessibilità. Spiega oggi Roberto Petrini su Repubblica:

La misura, da sempre uno dei cavalli di battaglia del centrosinistra che la adottò per la prima volta nel governo Prodi nel 2006-2007, è pronta. Di fatto si tratterà di fare un’ operazione, definita robusta e ad ampio spettro, che prevede di estendere (non di cancellare come voleva la Lega) gli 80 euro anche a coloro che erano rimasti esclusi dal provvedimento varato da Renzi nel 2014. Il bonus da 80 euro, come si ricorderà, riguardava infatti i redditi da lavoro dipendente da circa 8 mila a 26 mila euro. Rimanevano fuori i redditi bassi, fiscalmente incapienti, e quelli che vanno verso il ceto medio fino a 35 mila euro.

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Il bonus 80 euro (Il Messaggero, 7 agosto 2019)

Con l’operazione alla quale stanno lavorando i tecnici si potrebbe estendere, anche parzialmente, il bonus-Renzi, che attualmente costa 10 miliardi, ai redditi sotto gli 8 mila circa che non hanno capienza fiscale: l’intervento potrebbe essere profilato sotto forma di erogazione monetaria o di un conguaglio a fine anno da parte del sostituto d’imposta. Per i redditi sopra i 26 mila si interverrà con tutta probabilità con una detrazione fiscale ad hoc, probabilmente decrescente. In bilico invece le speranze per coloro che arrivano fino ad un reddito di 55 mila euro che potranno accedere al nuovo bonus solo se nell’ambito della manovra saranno reperite sufficienti risorse.

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