Economia

Quanti soldi diamo all'Europa (e quanti ne prendiamo)

Ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei Sandro Gozi ha mantenuto una «riserva», anticamera di un veto, sulla revisione del Quadro Finanziario 2014-2020 dell’Unione Europea. «L’Italia non vuole approvare un altro esercizio contabile in cui la spesa per l’immigrazione, la sicurezza, la disoccupazione giovanile e i programmi di ricerca siano troppo sacrificati», ha spiegato Gozi. Non è la prima volta che l’Italia minaccia di porre il veto su una decisione della Ue. Quando Mario Monti era presidente del Consiglio, Roma si mise di traverso durante un Consiglio europeo finché la Germania non acconsentì a inserire in un punto delle conclusioni una prima apertura all’idea di un approccio meno punitivo alla crisi.

bilancio ue chi da chi prende
Il bilancio comunitario: chi dà e chi riceve in Europa (Corriere della Sera, 16 novembre 2016

Il Corriere della Sera pubblica oggi un’interessante infografica che spiega chi sono i “contribuenti netti”. Sono quei Paesi che danno di più in termini di contributi all’UE rispetto a quello che ricevono in termini di aiuti e fondi. Alcuni Stati membri – quelli elencati sopra – contribuiscono quindi più di altri, in termini netti e pro capite, al finanziamento dell’Unione europea. I dati si riferiscono all’anno 2015: l’Italia ha versato 14 miliardi di euro e ne ha “ricevuti” 10, mentre la Germania ne ha versati 25 e ricevuti 11; stesso discorso per la Francia, che ne ha versati 19 e ricevuti 13, e per il Belgio che ne ha ricevuti 2 e ne ha versati 7. Il discorso si ribalta per i paesi dell’Europa dell’Est, oggi bersaglio della polemica dell’Italia: la Polonia versa 3 e riceve 17 miliardi, l’Ungheria versa meno di un miliardo e ne riceve 6, la Romania versa 1 miliardo e ne riceve quasi sei.

Leggi sull’argomento: Il veto dell’Italia al bilancio UE