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Quando riapre la scuola a settembre

La riapertura delle scuole slitterà direttamente a dopo il voto per  l’election day che unirà il voto in sette regioni, le amministrative in 1000 comuni e il referendum sul taglio dei parlamentari, probabilmente mercoledì 23 settembre

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La riapertura delle scuole slitterà direttamente a dopo il voto per  l’election day che unirà il voto in sette regioni, le amministrative in 1000 comuni e il referendum sul taglio dei parlamentari, probabilmente mercoledì 23 settembre. Otto giorni dopo rispetto al 15, pensato originariamente. Prolungando di un’altra settimana lo stop all’istruzione in presenza iniziato a marzo scorso. Giacomo Salvini sul Fatto Quotidiano spiega quando riaprirà la scuola a settembre:

Il ministero dell’Istruzione non ha ancora deciso ma questa sembra la strada più scontata: “Ci ragioneremo nelle prossime ore –dice al Fatto il sottosegretario del Miur Giuseppe De Cristofaro –ma quest ’ipotesi c’è: è sicuramente una data che non aiuta a riaprire le scuole la settimana prima e non avrebbe molto senso richiuderle dopo pochi giorni”.

Anche il deputato Pd Stefano Ceccanti, che ha seguito il dossier elezioni fin dall’inizio, la pensa allo stesso modo: “Non cambierà molto – spiega – probabilmente il Miur avrebbe indicato comunque una data vicina al 23”. Al Ministero di viale Trastevere sarà fatto presto anche un censimento delle scuole dove saranno istituiti i seggi che, nella maggior parte dei casi, sono le elementari e le medie. Ma comunque la ripresa della didattica avverrà in un’unica data per gli studenti di ogni età.

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RESTA, QUINDI, il problema di dover spiegare alle famiglie, soprattutto quelli con bambini più piccoli, e a molti sindaci l’ennesimo rinvio della riapertura delle scuole, fondamentale per tutti i genitori che hanno ripreso o non hanno mai smesso di lavorare. “Il tema c’è e può essere problematico – spiega al Fatto Gabriele Toccafondi, ex sottosegretario alla Scuola e oggi deputato di Italia Viva – però la data del 20 settembre è la migliore possibile: votare il 6 o il 13 significava fare campagna elettorale sotto l’ombrellone mentre il 27 era troppo tardi. Un cosa buona c’è: potremmo allungare da due a tre settimane i corsi di recupero agli studenti delle superiori con insufficienza e non solo per colmare le lacune della didattica a distanza”.

EDIT ORE 15,43: “Con riferimento alle possibili date di inizio dell’anno scolastico 2020/2021 riportate da alcuni organi di stampa, il ministero dell’Istruzione precisa che non e’ ancora stata presa una decisione definitiva in merito. Tutte le ipotesi in circolazione attualmente sono, quindi, infondate e premature”. E’ quanto si legge in un comunicato dello stesso ministero. “Sulla definizione del calendario scolastico – continua la nota – e’ in corso un confronto con le Regioni. Ogni notizia ufficiale verra’ comunicata, come sempre, dal ministero, tramite i propri canali istituzionali”.

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