Economia

PIL, il Sud recupera?

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Il Mezzogiorno inverte la rotta e dopo sette anni torna a crescere, non solo: stavolta il Pil sale più al Sud che nel resto del Paese. E il confronto diventa ancora più netto, con la media nazionale più che doppiata, se si guarda all’occupazione. Un bilancio in positivo ed inedito. Mai prima d’ora il meridione aveva fatto meglio del Nord o del Centro, almeno stando alle serie dell’Istat, avviate nel 2000. Passando ai numeri, secondo le prime stime territoriali sul 2015, nel Mezzogiorno il Prodotto interno lordo è salito dell’1,0% contro lo 0,8% registrato per l’intero Paese. L’occupazione è invece aumentata dell’1,5%, ben al di sopra del dato medio, che si ferma allo 0,6%. Basti pensare che nel Nord Est l’indice segna addirittura un calo, mentre il Centro resta debole. Insomma la spinta è arrivata proprio dal Sud che a sua volta ha beneficiato del boom dell’agricoltura e dalla buona performance del commercio, mentre l’industria arranca ancora. A livello settoriale l’occupazione ricalca il trend del Pil, mettendo a segno in un solo anno un aumento di quasi 100 mila posti. Dietro il risveglio del Sud c’è il dazio pagato alla crisi, talmente alto che l’effetto rimbalzo non poteva tardare ancora. In più, se l’effetto del combinato disposto di stimoli al lavoro e del QE si riverbera soltanto ad anni di distanza e in maniera così flebile probabilmente si esaurirà a breve.

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PIL e lavoro, il recupero del Sud (Il Sole 24 Ore, 28 giugno 2016)

D’altra parte l’ultimo dato sul Pil pro-capite relativo al 2014 vedeva per il Sud una cifra pari a circa la metà di quella rilevata per il Nord. E sul lavoro i tassi di disoccupazione non hanno bisogno di commenti (20,1% contro una media del 12,1% a inizio anno). Ecco che la Cisl prende la palla al balzo per tornare a insistere sulla decontribuzione, chiedendo di “prolungare” l’incentivo “per i prossimi anni” su, chiarisce Giuseppe Farina, tutti i nuovi contratti siglati al Sud. La segretaria confederale della Cgil, Gianna Fracassi, invece ritiene urgente “chiudere i patti” previsti nell’ambito del Masterplan: ad oggi, spiega la sindacalista, “mancano ancora importanti Regioni, come Puglia e Sicilia ed aree, stiamo parlando di Napoli”. Sottoscrivere gli accordi significa “accelerare l’utilizzo di fondi europei ma poi aspettiamo un vero Masterplan, che rilanci l’industria del meridione, ancora in stallo”.