Economia

Il piano di Tsipras, dettaglio dopo dettaglio

Alla fine il piano della Grecia è stato inviato. La lista di riforme chiesta dall’Eurogruppo al governo greco è arrivata «nella notte, ma in tempo», secondo il portavoce della direzione generale degli affari economici e monetari della Commissione Ue. I principali punti della sintesi delle proposte comprendono:
– Introduzione di un sistema fiscale più equo
– Misure per la lotta all’evasione fiscale
– Misure per la lotta alla corruzione
– Misure per colpire i contrabbandieri di carburante e tabacco
– Riforme dei contratti e degli accordi collettivi di contrattazione
– Aiuti ai poveri per affrontare la “crisi umanitaria” della Grecia, con garanzie di alloggio e cure mediche gratuite per i disoccupati non assicurati
L’elenco delle riforme sarà sottoposto oggi all’approvazione dell’eurogruppo in teleconferenza. – Ieri l’esecutivo di Atene aveva comunicato che la lista di riforme che il governo Tsipras avrebbe dovuto presentare in seguito all’estensione di 4 mesi del piano di aiuti sarebbe stata consegnata solo martedì mattina. «Dal punto di vista della Commissione, la lista è abbastanza esaustiva da essere un valido punto di partenza per una conclusione di successo della review», ha sottolineato Bruxelles, «siamo decisamente incoraggiati dal forte impegno a combattere l’evasione fiscale e la corruzione». La consegna della lista entro i tempi stabiliti è stata poi confermata via twitter dalla Commissione Europea. Le sei pagine messe a punto dal Governo erano già pronte – e vistate in maniera informale dai creditori – ieri mattina. Il premier ellenico però, alla luce dei tamburi di guerra che risuonavano all’interno del partito, avrebbe chiesto e ottenuto a Bruxelles di ritoccare il documento per renderlo più appetibile sul fronte interno,dopo che l’uscita dell’eroe della Resistenza e decano di Syriza Manolis Glezos («stiamo tradendogli impegni, chiedo scusa ai greci») ha scoperchiato la pentola dei malumori a sinistra. Vediamo punto per punto cosa vogliono fare Tsipras e Varoufakis. Intanto Schaeuble fa sapere ad Handelsblatt che il parlamento tedesco potrebbe essere chiamato a votare sull’estensione del programma ad Atene. Nel frattempo,  dopo la chiusura di ieri per la festività ortodossa del Lunedì delle ceneri, partenza in forte rialzo per la Borsa di Atene: l’indice principale ha aperto in aumento di oltre il 5%. Bene anche i titoli di Stato: il rendimento del decennale ellenico scende di 22 punti base, il quinquennale di oltre 90’basis point. Se l’Eurogruppo darà il via libera, i 19 membri dell’eurozona dovranno approvare entro la fine della settimana l’estensione del bailout. Alcuni di loro, fra cui Germania e Finlandia, dovranno riferire al parlamento. La lettera è stata pubblicata dalla Reuters qui.

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Chi detiene il debito pubblico della Grecia (Corriere della Sera, 1 febbraio 2015)

Il piano di Tsipras: lotta al contrabbando di benzina e tabacco

Anche all’epoca dei precedenti governi si è tentato di fermare la vendita illegale di carburante e sigarette. Con il piano di Syriza, a differenza dei precedenti, si cercherà di andare alla radice del problema: il contrabbando comincia nei porti, dove le navi cisterna scaricano più greggio di quello che dichiarano, e continua nelle raffinerie, dove il carburante non dichiarato finisce nelle autocisterne e viaggia per rifornire il mercato clandestino in tutta la Grecia. Lo stesso percorso, più o meno, fanno le sigarette. Si calcola che un carico su tre sfugga al fisco. Secondo i piani di Syriza la lotta al contrabbando dovrebbe portare 2,3 miliardi di euro in più nelle casse del fisco greco.

Il piano di Tsipras: un sistema fiscale più equo

La patrimoniale, ovvero il sogno di Syriza, sarebbe inutile in un paese come la Grecia dove soltanto venerdì scorso, in attesa dell’annuncio dell’accordo con Bruxelles, sono stati portati via 3 miliardi di euro. I grandi depositi bancari nelle banche greche sono ormai andati in fumo, nascosti fuori dalla Grecia o direttamente nei paradisi fiscali. Una tassa sulla casa è stata introdotta dal predecessore di Tsipras, causando un affossamento della popolarità dell’esecutivo. Il piano di Tsipras è far pagare solo a chi possiede immobili che valgono più di 300mila euro. Forse solo gli stranieri che hanno comprato case e ville al mare arrivano a questo totale. In più si parla di una patrimoniale da 2,5 miliardi di euro che colpirà soprattutto armatori e oligarchi. I primi, a cui fa capo quella che l’anno scorso è tornata a essere la prima flotta commerciale del mondo con 164 milioni di tonnellate di stazza lorda, fino al 2013 hanno goduto di una sostanziale immunità fiscale sui profitti derivanti dalle navi battenti bandiera straniera. L’erario greco vanta poi crediti fiscali nei confronti di cittadini e imprese per una cifra che va dai 65 ai 70 miliardi. Molti sono in capo a società, negozi,ristoranti che non esistono più. Atene vuole ricavare altri 2,5 miliardi dalla rateizzazione del dovuto. Il governo si propone di rivedere l’Imposta di valore aggiunto affinché non abbia un impatto negativo sulla giustizia sociale evitando gli sconti ingiustificati. Il governo si impegna anche ad adottare un nuovo codice di procedura civile e a promuovere la digitalizzazione dei codici e la governance del sistema giudiziario. Sull’IVA, spiega Varoufakis nella lettera, il governo si impegna a migliorare la raccolta e la lotta all’evasione attraverso l’uso di mezzi elettronici e tecnologici, in modo da massimizzare i ricavi ma senza impatto negativo sulla crescita. Il governo si impegna ad ampliare la definizione di frode ed evasione fiscale, cancellando l’immunità.

Il piano di Tsipras: lotta alla burocrazia

La Grecia si impegna anche a rimuovere le barriere alla concorrenza in base agli input dellOCSE e rafforzando l’authority di settore, e a implementare una legislazione che vieti al settore pubblico di chiedere a cittadini e imprese documenti che attestino informazioni che lo Stato già possiede. Lo Stato vuole mettere a punto un nuovo Catasto e cancellarele restrizioni all’accesso delle professioni regolamentate; vuole anche allimentare la regolamentazione dei mercati del gas e dell’energia con le regole UE.

Il piano di Tsipras: aiuti ai poveri

Buoni pasto, energia e sanità per i poveri: queste sono le misure di partenza di Tsipras per affrontare l’emergenza umanitaria in Grecia, dove il 30% delle famiglie vive nei pressi o al di sotto della soglia di povertà. Il governo si propone anche di sostituire le esenzioni con misure sociali, allo scopo di “assicurare che tutte le aree della società, specialmente le benestanti, contribuiscano equamente” alla spesa.  Il governo si impegna anche a rivedere il sistema pensionistico, consolidando i fondi pensione ed eliminando gli incentivi per i prepensionamenti. Nella lettera il governo si impegna a garantire un adeguato nutrimento, un tetto, i servizi sanitari e la fornitura di energia elettrica ai poveri, attraverso misure che non prevedano la distribuzione di soldi. Il governo pensa all’introduzione di una smart card per accedere al sistema sanitario o alla distribuzione di alimenti. Il governo poi valuta un progetto pilota di reddito minimo garantito da estendere a livello nazionale, e assicura che la lotta contro la crisi umanitaria non avrà effetto fiscale negativo. Il governo si impegna anche a cambiare la legislazione in materia di rimborsi di imposte e arretrati previdenziale, calibrare le rateizzazioni in modo da distinguere tra chi non sta pagando per scelta e chi per necessità, e salvare i debitori a basso reddito con piccoli debiti.

Il piano di Tsipras: lotta alla corruzione

La Grecia si impegna a non ritirare le privatizzazioni già completate e a rispettare, in base alla legge, quelle per cui è stato lanciato il bando, ma rivedrà quelle non ancora lanciate puntando a migliorare i benefici a lungo termine per il Governo. L’esecutivo poi dichiara guerra alla corruzione e alle catene di potere che si erano formate negli anni precedenti tra burocrazia e politica, grazie all’alternanza tra soli due partiti al potere. Difficile quantificare il ritorno economico di questi piani.  In questo ambito, la Grecia ridurrà i ministeri da 16 a 10, i consulenti e i benefit di ministri e parlamentari e avvierà una spendig review in ogni area della spesa pubblica per “razionalizzare” i ministeri dove la spesa non destinata a salari e pensioni “ammonta a un incredibile 56% del totale”. Rivedrà la spesa sanitaria ma “garantendo l’accesso universale”. Il governo si impegna a garantire l’indipendenza del sistema statistico greco e di ELSTAT (l’equivalente dell’Istat italiana).

Il piano di Tsipras: riforma dei contratti

Il nuovo governo di Atene non vuole attuare tagli lineari al welfare ma punta a realizzare una riforma della Pubblica Amministrazione che coinvolga anche gli statali. Tra le premesse c’è l’aumento del salario minimo rispetto a quanto calcolato dai governi precedenti. Il Governo greco farà «un ‘phase in’ di un nuovo approccio intelligente sulla contrattazione collettiva per bilanciare la flessibilità con l’equità. Questo include l’ambizione di aumentare il salario minimo» che però «sarà fatto in consultazione con le istituzioni europee». Secondo Reuters Atene ha anche detto che riformerà le retribuzioni del settore pubblico garantendo che il computo complessivo non salga. Sempre secondo la Reuters il governo greco garantisce che non interferirà nella gestione delle banche, la cui gestione rimarrà affidata ai principi di libera concorrenza e libero mercato. Il governo si impegna anche a usare il fondo di stabilità finanziaria in collaborazione con la BCE e l’UE per assicurare la stabilità del settore, stabilizzare i crediti inesigibili in modo da non mettere a rischio la stabilità degli istituti, e collaborare con il management e le istituzioni al fine di evitare la messa in vendita delle case per i morosi fino a una certa soglia di reddito.
Edit: L’Eurogruppo approva l’estensione del finanziamento per 4 mesi alla Grecia. Anche il Fondo monetario internazionale avrebbe dato “un via libera, con qualche osservazione” alla lista di riforme presentata a Bruxelles dal governo Tsipras dopo l’accordo di principio raggiunto venerdì. “La lettera di Atene non conduce a soluzioni sostanziali”, sostiene invece Martin Jaeger, portavoce del ministero delle Finanze. “Va – aggiunge – nella direzione di un finanziamento ponte, senza rispeondere pienamente alle richieste del programma. La lettera non rispetta i criteri concordati lunedì dall’Eurogruppo”
 

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