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Perché la domenica mi lasci sempre solo per andartene a vedere la partita col Niqab?

Cose che capitano alla partita di pallone, quando la tua squadra finisce per perdere 2 a 1 le semifinali della Coppa dei campioni araba. Un video su Youtube che raccoglieva alcune immagini del match tra Al Hilal e Al Ain, che ha visto vincitori questi ultimi, è stato visto più di 400mila volte su Youtube. Ma non per il fallaccio del terzino sull’attaccante, come sembrerebbe a prima vista. Il motivo delle plurime visioni è l’inquadratura della telecamera sugli spalti, che ha ritratto una donna che inveiva contro i giocatori con il pugno alzato e vestita di un abaya nero e con il Niqab. In Arabia Saudita è vietato alle donne assistere dal vivo alle partite di calcio, mentre negli Emirati Arabi Uniti no.


La BBC riferisce che il video su Youtube è stato commentato più di novecento volte, con frasi del tipo: «Che ci fa una donna a una partita di calcio? Vergogna! Ma non ha un uomo? Il suo posto è a casa». I giornali arabi intanto raccontano che il governo sta pensando a riservare sezioni degli stadi al pubblico femminile.

Ma se l’Oriente sta messo così, non è che l’Occidente (si fa per dire) se la passi molto meglio. C’è infatti chi, in Bielorussia, è finito in prigione per un canto anti-Putin durante la partita tra Ucraina e Bielorussia valida per le qualificazioni agli Europei 2016. Cinque giorni di carcere per i sette incauti cantanti, mentre uno che era in possesso di simboli fascisti se ne farà 10.