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Perché il Colosseo ha chiuso per assemblea?

“La misura è colma”. Il ministro di Beni Culturali e Turismo Dario Franceschini commenta così il nuovo stop per assemblea che ha chiuso stamani a Roma Colosseo e Fori. E annuncia che d’accordo con il premier Matteo Renzi proporrà oggi in Consiglio dei Ministri di inserire musei e luoghi della cultura nei servizi pubblici essenziali.  “Proprio nel momento in cui la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sono tornate dopo anni al centro dell’azione di governo – afferma Dario Franceschini -, proprio mentre i dati del turismo sono tornati straordinariamente positivi, proprio mentre Expo e Giubileo portano ancora di più l’attenzione del mondo sull’Italia, proprio mentre io sono come ministro impegnato nelle discussioni preparatorie per la legge di stabilità a cercare di portare più risorse per la cultura e per il personale del ministero, una nuova assemblea sindacale, questa volta al Colosseo a ai più importanti siti archeologici di Roma, fa restare turisti in fila davanti agli occhi di tutto il mondo. Il buonsenso nell’applicare regole e nell’esercitare diritti evidentemente non basta più per evitare danni al proprio Paese. Per questo abbiamo concordato questa mattina con il Presidente Renzi che al Consiglio dei Ministri di questo pomeriggio proporro’ una modifica legislativa che consenta di inserire anche i Musei e i luoghi della cultura aperti al pubblico tra i servizi pubblici essenziali”.

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Foto di @davidaprea su Twitter

PERCHÉ IL COLOSSEO HA CHIUSO PER ASSEMBLEA?
Di fronte a tutta questa cagnara sarebbe bello capirci qualcosa. E capire soprattutto perché il Colosseo ha chiuso per assemblea. In primo luogo, le uscite scandalizzate del ministro Franceschini sono fuori tempo massimo. Si sapeva infatti da ieri che oggi il Colosseo sarebbe stato chiuso per assemblea sindacale:

Colosseo, Foro Romano, Terme di Caracalla, scavi di Ostia antica chiusi per assemblea sindacale. Questo il rischio per i più importanti monumenti capitolini domani mattina a causa di un’assemblea sindacale delle Rsu indetta dalle 8 alle 11. Nell’incontro, spiega il sindacato, si parlerà della “gravissima situazione dei dipendenti della Soprintendenza archeologica dovuta “al mancato pagamento delle indennità di turnazione e delle prestazioni per le aperture straordinarie e la mancata apertura di una trattativa per il rinnovo del contratto”. A rischio chiusura anche Palazzo Massimo, Palatino, Terme di Diocleziano, Museo Ostiense, Terme di Caracalla Palazzo Altemps, Tomba di Cecilia Metella, Crypta Balbi, Tombe Latine. (ANSA, 17,50, 17/9/2015)

Ecco quindi che l’indignazione del ministro, se proprio doveva andare in scena, doveva partire già da ieri. Sarebbe stata anche più utile ai turisti che oggi Franceschini dice di voler tutelare. In secondo luogo, sarebbe anche interessante leggere le motivazioni dell’assemblea di oggi, anche queste per nulla discusse dal ministro nonostante fossero note già da ieri per un comunicato della RSU:

“Le Rappresentanze Sindacali Unitarie della SS-COL comunicano che in data 18 settembre p.v. dalle ore 8.30 alle 11, nella sala conferenze di Palazzo Massimo è stata indetta (secondo le norme contrattuali e regolarmente comunicata all’Amministrazione in data 11/09 u.s.) un’Assemblea Generale di tutto il personale della Soprintendenza per discutere della gravissima situazione in cui si trovano i lavoratori di questo Ministero. In particolare ci sembra necessario denunciare:
il mancato pagamento delle indennità di turnazione e delle prestazioni per le aperture straordinarie dei luoghi della cultura (primo maggio, aperture serali, etc.), dopo quasi un anno solare di inutile attesa. Si tratta di attività già svolte dai lavoratori, attività che hanno dato la possibilità al nostro Ministro, negli ultimi 11 mesi, di rivendicare i successi delle iniziative su tutti gli organi di stampa;
– la mancata apertura di una trattativa di Comparto per il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici bloccato per la parte economica da molti anni nonostante la recente sentenza della Corte Costituzionale abbia dichiarato incostituzionale il blocco dei salari;
– la decisione tutta politica di costituire, in accordo con il Comune di Roma e senza un minimo confronto con le parti sociali, una sovrastruttura burocratica come il Consorzio per la gestione dell’Area Centrale laddove sarebbe invece necessaria una politica di obiettivi condivisi ed una pianificazione assunzionale seria e lungimirante;
– la mancata apertura di un confronto sulla organizzazione del lavoro all’interno della Soprintendenza in grado di ristabilire un benessere organizzativo che possa riqualificare il lavoro, innalzare la qualità dei servizi offerti non trascurando la sicurezza del personale che vi opera e dei visitatori che affollano i nostri siti; Restituiamo voce e dignità a quei lavoratori pubblici che quotidianamente curano, tutelano e custodiscono un patrimonio tra i più grandi al mondo permettendone la pubblica fruizione.
Continuiamo a proteggere il lavoro pubblico contro una lenta privatizzazione mascherata da valorizzazione. Si comunica che potrebbero rimanere chiusi al pubblico per assemblea i seguenti siti: Anfiteatro Flavio, Palazzo Massimo, Scavi di Ostia antica, Foro Romano – Palatino, Terme di Diocleziano, Museo Ostiense, Terme di Caracalla Palazzo Altemps, Tomba di Cecilia Metella Crypta Balbi, Tombe Latine”.

Insomma, i sindacati stanno denunciando che i lavoratori hanno lavorato in aperture straordinarie ma non sono stati pagati dopo un anno. Voi sareste un pochino incazzati se il vostro datore di lavoro dimenticasse di corrispondervi una parte dello stipendio? E se il vostro datore di lavoro rispondesse che è uno scandalo e che bisogna cambiare la legge sugli scioperi, non gli suggerireste invece che sarebbe bene prima di tutto cominciare a pagare il dovuto?

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