Economia

Pensioni, ricorsi e rimborsi: la sentenza del tribunale

Un’ingiunzione di pagamento, diretta all’Inps, di oltre tremila euro. Questo si legge in un decreto ingiuntivo del Tribunale di Napoli, sezione lavoro, che il 29 maggio ha accolto il ricorso effettuato da un pensionato partenopeo dopo la sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha bocciato il blocco dell’indicizzazione stabilito dalla legge Fornero. Il ricorso era stato presentato il 13 maggio scorso, 5 giorni prima che il governo annunciasse il decreto sui rimborsi sulle pensioni, peraltro non ancora entrato in vigore. Il ministero del Lavoro torna a sottolineare quanto già affermato nei giorni scorsi dal ministro Poletti: “i cittadini che ritengano di vedere leso un proprio diritto hanno pieno titolo fare ricorso, “ma i ricorsi dovranno tenere conto del decreto del governo”. Poletti aveva in quell’occasione anche ribadito la convinzione del governo, “dal punto di vista della legittimità, di aver pienamente ottemperato a quanto la Corte ha in qualche modo sottolineato come limiti della normativa precedente per cui ha scelto di cassare quella parte della norma”.
 
PENSIONI, RICORSI E RIMBORSI: LA SENTENZA DEL TRIBUNALE
Con il decreto del 13 maggio il governo ha previsto che dal primo agosto i pensionati ricevano un rimborso che varierà a seconda della pensione percepita. Per il 2012-13 il provvedimento riconosce la rivalutazione del 40%” per gli assegni tra 3 e 4 volte il minimo, del 20% per quelli tra 4 e 5 volte il minimo e del 10% per quelli tra 5 e 6 volte il minimo. Per il 2014-15 sarà rimborsato il 20% di quanto previsto per il biennio precedente. Diversa l’opinione dell’avvocato Vincenzo Ferrò, che ha assistito il pensionato napoletano che, il 29 maggio, si è visto accogliere il ricorso. “Si tratta del primo decreto ingiuntivo di questo tipo. Abbiamo sempre nutrito la massima fiducia nella Magistratura ed il nostro non facile lavoro è stato ripagato. Questo è solo il primo di una serie di ricorsi volti ad ottenere il riconoscimento del diritto alla rivalutazione delle pensioni”, ha spiegato qualche giorno fa all’Ansa Ferrò. Il suo assistito percepisce una pensione di circa 2mila euro lordi e rientra, perciò, nella fascia di pensionati alla quale arriverà, ad agosto, il bonus di massimo 750 euro. Dello stesso avviso il Codacons che ritiene che il provvedimento del governo non valga per il pregresso e secondo il quale si apre la strada a “migliaia di ricorsi analoghi” L’Inps, si legge intanto nell’ingiunzione del tribunale di Napoli, ha ora 40 giorni per opporsi davanti al giudice: un’opposizione che, una volta entrato in vigore, potrà probabilmente basarsi anche sul decreto del governo. Questa la richiesta di rimborso degli arretrati da compilare e spedire all’INPS:

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La lettera da mandare all’INPS per i rimborsi integrali della pensione pubblicata sul blog di Beppe Grillo

“Altro che ‘bonus’, si tratta veramente di una elemosina che alla fine, restituisce pochissimo a pochi e quasi nulla a moltissimi, si tratta in sintesi, di un ulteriore schiaffo ai pensionati”,  dichiara in una nota il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo . Il decreto del governo, a giudizio del Partito Pensionati “non è in linea né con lo spirito, né coi contenuti della sentenza ed il Partito Pensionati ritiene che la risposta giusta che i Pensionati possono dare all’atteggiamento di Renzi e del suo Governo, fortemente penalizzante per i diritti dei Pensionati, è un ricorso di massa, già allo studio dell’Ufficio legale del Partito”. “Se qualche pensionato interessato farà ricorso al giudice otterrà il riconoscimento del diritto ad avere un rimborso integrale“, dice Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale, intervistato da Affaritaliani.it, ponendo più di un dubbio di costituzionalità sul provvedimento annunciato dal premier e che prevede la restituzione una tantum di 500 euro ai pensionati sotto i 3.000 euro dal primo agosto. “La Corte ha annullato la legge che costituiva il titolo giustificativo dei contributi versati negli anni passati. E una legge attuale non può regolare retroattivamente la materia fiscale. Bisogna vedere bene come è articolato il decreto, ma in caso di ricorso o i giudici danno ragione direttamente ai ricorrenti o sollevano di nuovo la questione di fronte alla Corte Costituzionale“, spiega Baldassarre. E sul fatto che sopra i 3.000 euro di pensione non ci sarà alcuna restituzione? “Nella sentenza della Corte non c’era nessun imite. La Consulta ha dichiarato incostituzionale una legge, punto e basta. Poi non può dare direttive su come scrivere le leggi“.

Ricorso pensioni: il sistema previdenziale italiano

ricorso pensioni
Ricorso pensioni: il sistema previdenziale italiano (La Stampa, 20 maggio 2015)

COSA DICONO GLI ESPERTI
Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, qualche giorno fa a colloquio con il Fatto, ribadiva la questione della fattibilità della via del ricorso, anche se si sbilancia molto meno riguardo il possibile successo:

I pensionati esclusi dal decreto del governo, sulla base della pronuncia della Consulta, potranno fare ricorso?
In linea di principio possono fare ricorso perché il blocco dell’indicizzazione è stato cancellato per tutti, ma siccome siamo in una situazione che si evolve, i loro ricorsi saranno legati a quanto farà il Parlamento per colmare il vuoto legislativo.
Come si concilia la sentenza della Corte costituzionale con l’articolo 81 della Costituzione (modificato) che prevede il pareggio di bilancio?
In realtà i giudici non ne hanno tenuto conto. Nella sentenza c’è appena un cenno. Invece, il legislatore avrà l’obbligo di tenerlo presente. Se la Corte non ha citato l’articolo 81 vuol dire che ha ragionato solo in termini di adeguatezza e di proporzionalità. Secondo la Costituzione il diritto dei singoli va visto alla luce del diritto di tutti.

I rimborsi arriveranno a partire dal primo agosto, saranno una tantum e oscilleranno tra un minimo di 278 euro per gli assegni più cospicui (da 5 a 6 volte il minimo) e un massimo di circa 750 euro per le pensioni più basse (da 3 a 4 volte il minimo, in pratica tra i 1.500 e i 2.000 euro). Una prima indicizzazione (che recupera gli anni 2014-15) partirà a settembre. Poi nel 2016 ci sarà un adeguamento al costo della vita “più generoso”, secondo le indicazioni del governo, di quanto previsto finora. Vale altri 500 milioni. Il Sole 24 Ore ha pubblicato ieri questa infografica che riepiloga come funzionano i rimborsi del bonus Poletti:
pensioni rimborsi
 
L’impatto sui conti pubblici è stato minimizzato al massimo, rimanendo anche al di sotto delle indiscrezioni circolate finora e limitando la spesa ai circa 2 miliardi di euro già annunciati da Renzi in tv. Un esborso maggiore, con l’adozione di tutte le misure “implicite” alla sentenza della Consulta, avrebbe portato l’Italia in procedura d’infrazione, avrebbe significato eludere la regola del debito, avrebbe richiesto una manovra correttiva e sarebbe costato un’inversione del ciclo economico che ora tende finalmente alla crescita. Le conseguenze, ha ammonito il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan volendo quasi anticipare l’inevitabile pioggia di critiche, sarebbero state quindi di dimensioni “non ancora valutate correttamente dal dibattito generale”. Tradotto dal diplomatico linguaggio del Tesoro, disastrose per l’economia.