Economia

Pensioni, gli aumenti nel 2018

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Il trattamento minimo pensionistico l’anno prossimo tornerà ad aumentare dopo due anni di stop: dagli attuali 501,89 a 507,41 euro. Non per qualche decisione politica, ma, riferisce oggi Il Sole 24 Ore, per il meccanismo automatico di adeguamento delle pensioni all’inflazione, o meglio alla variazione del costo di un determinato paniere che costituisce il punto di riferimento per le prestazioni previdenziali e assistenziali: l’indice Istat dei prezzi al consumo, tabacchi esclusi, per le famiglie di operai e impiegati. E quindi aumenteranno tutti i parametri di riferimento delle prestazioni previdenziali: dal trattamento minimo all’assegno sociale (da 448,07 a 453 euro), dai vitalizi al trattamento di invalidità civile, e poi ancora dei limiti di reddito per l’integrazione al minimo o il cumulo delle pensioni ai superstiti.

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Pensioni, vecchi e nuovi importi a confronto (Il Sole 24 Ore, 2 dicembre 2017)

Il quotidiano di Confindustria riepiloga in un’infografica il computo totale degli aumenti, che riguarderà anche gli assegni ordinari in pagamento: per chi percepisce 1.000 euro lordi al mese, l’incremento sarà di 11 euro, con 1.600 euro il ritocco sarà di 16,72 euro, chi incassa 2.100 euro avrà un aumento di 17,33 euro. Rapportato all’intero anno, quindi tredicesima compresa, significa che chi riceve la pensione minima avrà poco meno di 72 euro in più; chi intasca 13mila euro al l’anno, ne riceverà 143 in più. Inoltre chi ha una pensione compresa tra 1.500 e 3.000 euro al mese “guadagnerà” tra i 200 e i 260 euro lordi all’anno.