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La rivoluzione di Pappalardo procede tramite espulsioni (chi ci ricorda?)

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La rivoluzione d’ottobre dell’ex generale Antonio Pappalardo è già entrata in quella che potremmo definire fase del Terrore. Sarà che è autunno, sarà che gli arresti dei parlamentari abusivi non sono ancora iniziati, ma nel Movimento Liberazione Italia sono già iniziate a cadere le prime teste. L’ex parlamentare Pappalardo infatti ha scoperto l’ennesimo traditore: nientemeno che il Segretario della Regione Campania nonché legale del MLI Avvocato Mario Brigante Stanzione che è stato espulso oggi “essendosi reso moralmente indegno di far parte del Movimento”.

Il segretario della Campania espulso “per indegnità”

Non è la prima volta che Pappalardo litiga con qualcuno. In passato è capitato con i Forconi di Danilo Calvani e con Alfonso Luigi Marra e segnò la rottura della triplice alleanza dei rivoluzionari in assetto permanente per la difesa della democrazia dal signoraggio bancario. Questa volta però le mele marce sono proprio all’interno del suo Movimento. Non sono, come è già successo nelle scorse settimane, miserabboli al soldo della Digos. Perché Stanzione rivestiva un ruolo di una certa importanza e perché si è venduto al nemico.
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I fatti: Mario Stanzione ha pubblicato ieri sul suo profilo Facebook un file audio di un colloquio con il Pappalardo. Non essendoci un video l’unica cosa che consente di identificare l’ex generale dei Carabinieri è la voce il tono dell’eloquio. Ed in effetti è un modo di parlare che è tipicamente pappalardiano.
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Potrebbe essere un imitatore, ma non risulta che il generale abbia smentito di aver avuto quella conversazione durante la quale Stanzione gli tende una trappola e gli fa rivelare che è lui l’unico ad avere il controllo assoluto del Movimento Liberazione Italia. Stanzione fa sapere, dopo aver ricevuto notifica della sua espulsione, che lui si era peraltro già dimesso dal MLI due giorni prima.

La risposta del MLI non si è fatta attendere ed è stata affidata al Commissario Giuseppe Pino in un video con l’audio fuori sincrono in stile mirabilmente ghezziano.
 

A brigante, brigante e mezzo

Non solo: Pappalardo in quanto dominus del MLI afferma di avere (dal momento che è Presidente del Comitato dei Saggi) i poteri per far addirittura cadere il Governo. Non quello presieduto da Gentiloni ma quello “legittimo” votato in piazza del Popolo dal Popolo Sovrano la mattina del 10 ottobre. Antonio Pappalardo dice che i suoi collaboratori “non sono all’altezza” e che lui “non si immischia nelle porcate” e che quindi si è riservato il ruolo di manovrare da dietro il MLI anche tramite il Presidente Giuseppe Pino.

La registrazione è stata pubblicata anche dalla pagina dei Forconi del 9 dicembre che hanno ancora un conto aperto con Pappalardo. Anche perché l’ex parlamentare con Stanzione parla anche di soldi. Addirittura 3 milioni di euro che un misterioso “gruppo bancario” si era reso disponibile a donare al MLI. Ma Pappalardo ha altri interessi: ad esempio l’esecuzione della sua American Symphony nientepopòdimenché davanti al Presidente degli United States of America Mr. Donald Trump.
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Non tutti i rivoluzionari sono convinti che l’audio provi la malafede di Pappalardo. In fondo il Popolo Sovrano è con lui! Eppure c’è qualcuno che trova il coraggio di far notare che c’erano alcuni aspetti poco chiari della visione politica pappalardiana. Ad esempio il fatto che l’Abruzzo non fosse stato inserito con le altre regioni duosiciliane nello schema di suddivisione del territorio nazionale in stati federati. Il generale ha probabilmente qualche problema a contenere le richieste dei “briganti”, una delle tante anime del suo Movimento.
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Ma a quanto pare di capire nel MLI già da qualche tempo – per non dire da sempre – stanno volando gli stracci. Il Generale però, guidato dallo spirito del Popolo, ritiene di essere l’unico in grado di condurre il Popolo Sovrano alla vittoria. Il futuro del MLI è già tracciato, non vediamo l’ora che Pappalardo si rivolga al Popolo con un discorso appassionato come questo.