Economia

Panama Papers, la rete di Mossack Fonseca

Dai Panama Papers arriva un bell’aiuto ai governi che vogliono combattere l’evasione fiscale: dai documenti, piano piano, sta emergendo la prima mappa concreta di come funziona la rete mondiale dei paradisi fiscali. Non una ricerca, ma la pianta organica puntuale di relazioni, di complicità, forse anche di corruzione a livello planetario. Spiega Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera:

Dai dati sottratti agli archivi dello studio, i «Panama Papers» appunto, risulta che, nel corso dei decenni, sono state costituite circa 250 mila società anonime. Bene: tutte sono state confezionate dai sarti di Panama, ma la maggior parte è stata poi etichettata con più di 20 legislazioni. Quali? Ecco le principali. Quasi la metà, circa 113 mila società hanno il marchio giuridico delle Isole Vergini Britanniche, un territorio caraibico del Regno Unito. Attenzione a questo passaggio delicato e pieno di implicazioni. Il sovrano delle Isole Vergini è la Regina Elisabetta II: a lei risponde il Governatore che, a sua volta, nomina il primo ministro. Per il momento il premier britannico David Cameron si è dovuto impegnare a fondo per spiegare come e perché il nome di suo padre sia finito nei registri di Mossack Fonseca. Ma sarà interessante anche capire come e perché un territorio della Corona sia stato per quasi mezzo secolo la sponda principale di un Paese che an cora l’altro ieri Angel Gurrìa, segretario generale dell’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha definito «l’ultimo bastione dell’evasione fiscale nel mondo».

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La rete di società di Mossack Fonseca trapelata dai Panama Papers (Corriere della Sera, 8 aprile 2016)

Nella lista delle legislazioni più usate seguono le destinazioni classiche: la stessa Panama (quasi 50 mila società anonime), Bahamas (16 mila); Seychelles (16 mila); Niue, isola nel Pacifico associata alla Nuova Zelanda (9 mila); Samoa (5 mila); Anguilla Britannica (3 mila), altro territorio d’oltremare della Corona per cui vale lo stesso discorso delle Isole Vergini. Chiudono l’elenco altre tre entità che hanno prestato la propria legislazione alle società anonime costituite da Mossack Fonseca. Sono realtà di peso. Il Nevada, innanzitutto, (circa 1000 società): «lo Stato di Las Vegas y de Fonseca», scherzano qui a Panama. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l’altro giorno ha avuto parole dure contro l’evasione fiscale. Certo, da tempo l’estrema «flessibilità giuridica» del Nevada è tema di polemica negli Usa. Ora, però, ci sono le carte e tra non molto verranno fuori anche i nomi dei singoli e delle società che hanno usato quelle scatole vuote. Nel libro mastro compare anche Hong Kong, ma probabilmente per fatti precedenti al 1987, quando l’ex Colonia britannica passò alla Cina. Il Regno Unito, comunque, sbuca, sia pure con poche centinaia di unità, anche qui.