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Gli orari di ingresso delle scuole e i problemi per i genitori che hanno più figli

Tra i cambiamenti che si renderanno necessari per far fronte all’emergenza Coronavirus uno in particolare mette a dura prova l’organizzazione delle famiglie. Come gestire gli ingressi a scuola differenziati di figli di diverse età o in istituti diversi?

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Il 14 setttembre riaprono le scuole anche se ci sono già alcune regioni che hanno deciso o annunciato di voler rimandare la ripartenza: in Puglia, Calabria e Sardegna si tornerà in classe il 24 settembre. E  anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha minacciato di rinviare l’apertura a dopo il voto.  Fa eccezione Bolzano che parte il 7. Tra i cambiamenti che si renderanno necessari per far fronte all’emergenza Coronavirus uno in particolare mette a dura prova l’organizzazione delle famiglie. Come gestire gli ingressi a scuola differenziati di figli di diverse età o in istituti diversi?

Gli orari di ingresso delle scuole e i problemi per i genitori che hanno più figli

Le norme prevedono che se un minore ha sintomi compatibili con quelli Covid solo i genitori  o un adulto da loro delegato possono andare a riprenderlo. Una volta a casa dovranno chiamare il pediatra per il triage telefonico. Starà a lui decidere se si tratti di sospetto Covid: in quel caso richiederà il tampone. La febbre verrà misurata anche in classe e la mascherina sarà obbligatoria per i bambini con età superiore ai sei anni, a meno che non siano seduti al banco e venga rispettata la distanza di un metro con gli altri. La temperatura andrà controllata dai genitori a casa in modo che nessun alunnno arrivi a scuola con la febbre.  Anche se diversi Comuni (Milano, Bologna e Roma) hanno deciso di dotare di termo-scanner almeno i nidi e le materne, mentre il governatore De Luca ha annunciato di voler estendere la misura a tutte le scuole campane. Per quanto riguarda la gestione degli orari invece spetta sempre al dirigente scolastico decidere. Ad esempio mensa e intervalli si faranno a turno. E anche gli orari di ingresso e di uscita saranno decisi in autonomia in ogni istituto: il Comitato tecnico scientifico ha raccomandato di ritardare l’ingresso delle scuole superiori per ridurre la pressione sui mezzi pubblici nelle ore di punta. Le scuole primarie e medie dovrebbero cominciare tra le 7.45 e le 9. Cosa succederà alle famiglie che hanno figli che entrano a scuola in orari diversi? Lo spiega al Messaggero Dino Cozzi, coordinamento nazionale dei presidenti dei consigli di istituto e rappresentante dei genitori all’Istituto comprensivo Maffi di Roma:

«Ho sette figli  e davvero non so come riuscirò ad organizzarmi».

Hanno orari diversi?
«Sì, due sono alla scuola dell’infanzia, uno alle elementari, uno alle medie e tre alle scuole superiori. Lamia è sicuramenteuna famiglia numerosa, ma gli stessi problemi organizzativi si hanno con due o tre figli»

 

scuola linee guida protocollo
Scuola: il protocollo e le linee guida (Corriere della Sera, 19 agosto 2020)

Cozzi spiega che il problema è organizzativo ma anche economico. I genitori dovranno prendere permessi o assumere una baby sitter che possa coprire i momenti in cui i bambini vanno portati o ripresi da scuola. La situazione è peggiorata anche dal fatto di non sapere ancora come si muoveranno  i vari istituti scolastici:

Se si decidesse per gli orari di ingresso scaglionati?
«Sarebbe un problema, per tutti. Prendo come esempio lamia organizzazione famigliare: mia moglie
ed io lavoriamo entrambi e non sappiamo davvero come fare. Uno dei due dovrebbe prendere dei permessi».

Come accompagnerete i figli a scuola?
«Fino ad oggi con un’unica auto, a 9 posti ovviamente, ma se dovessimo portarli ad orari differenti come potremmo fare? Servirebbe una baby sitter, nuove spese e nuova organizzazione».

Ancora non lo sapete?
«No purtroppo e il problema è proprio questo: a settembre si pianifica tutto, ogni anno si riparte e gli orari devono essere ben definiti»

banchi scuola covid

La stessa problematica la descrive Eleonora Abbagnato,  l’étoile dell’Opéra de Paris e  direttrice del Balletto dell’Opera di Roma:

«La scuola dovrebbe essere una seconda famiglia, un luogo sicuro, invece siamo molto preoccupate per i nostri figli. Hanno ridotto gli orari delle lezioni, suddiviso le classi tra mattina e pomeriggio, chi ha più figli dovrà trascorrere la giornata a scuola…»

Insieme con il sovraffollamento previsto per i trasporti pubblici e l’incognita di come fare a tenere a casa un bambino con i sintomi del raffreddore quello degli orari è un problema di difficile risoluzione per le famiglie senza aiuti esterni.

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